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Appelli, lettere e prese di posizione che rimbalzano tra istituzioni e famiglie. A Milano monta la polemica sulla possibile chiusura delle scuole venerdì 6 febbraio, nel giorno del passaggio della fiamma olimpica dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026. Le richieste sono arrivate al Prefetto, al sindaco Giuseppe Sala e all’Ufficio scolastico regionale: l’obiettivo è fermare lo stop alle lezioni, annunciato insieme all’elenco delle strade che verranno chiuse per le cosiddette zone rosse. Il problema è che, a pochi giorni dall’evento, le famiglie restano nel limbo: la comunicazione ufficiale c’è, ma l’ordinanza comunale non è ancora arrivata e le scuole attendono indicazioni definitive. Gli istituti coinvolti sarebbero quelli all’interno della circonvallazione esterna, un’area molto ampia che comprende decine di plessi tra nidi, infanzia, primarie e secondarie. Da Palazzo Marino spiegano che la situazione è ancora in evoluzione e che i contatti con la Prefettura sono continui. Intanto, però, la protesta cresce. Parlamentari, associazioni e sindacati dei dirigenti scolastici chiedono di riconsiderare la decisione, soprattutto per i bambini più piccoli. La chiusura, spiegano, rischia di creare disagi organizzativi per le famiglie e di colpire in modo particolare quelle più fragili. C’è poi un tema educativo: secondo i contrari allo stop, le Olimpiadi dovrebbero essere un’occasione di partecipazione e coinvolgimento, non un motivo per tenere gli studenti a casa. Anche i presidi chiedono chiarezza e tempi certi, ricordando che il diritto allo studio va tutelato e che ulteriori giorni di chiusura potrebbero avere ricadute anche sulla validità dell’anno scolastico.