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Il Palazzo delle Paure è uno dei centri culturali più significativi di Lecco, situato nel cuore del centro storico in Piazza XX Settembre. Il Palazzo: Storia e Architettura Costruito tra il 1902 e il 1905 in stile eclettico neomedievale, l'edificio deve il suo nome curioso alla sua funzione originaria: • Perché "delle Paure": Fu sede dell'Intendenza di Finanza, del Catasto e della Dogana fino al 1964. I cittadini vi si recavano per pagare le tasse, un compito che generava "timore" e preoccupazione, da cui il soprannome popolare. • Caratteristiche: La struttura presenta una torre aggiunta intorno al 1926, decorata con bifore e trifore, sulla quale spicca uno stemma visconteo in marmo recuperato dall'antica dogana. La Pinacoteca e le Collezioni Il palazzo ospita la Sezione d'Arte Contemporanea del Sistema Museale Urbano Lecchese (Si.M.U.L.), distribuita principalmente al secondo piano. Opere Principali e Artisti La collezione permanente comprende oltre 900 opere tra dipinti, grafiche e sculture, con un focus particolare sul Novecento e sugli artisti legati al territorio: • Artisti Locali: Opere di maestri come Ennio Morlotti (figura centrale del naturalismo lombardo), Tino Stefanoni, Giancarlo Vitali, Romano Secomandi e Castellani. • Artisti Nazionali: La collezione vanta firme di rilievo internazionale come Lucio Fontana, Enrico Baj, Emilio Scanavino, Alik Cavaliere e Castellani. • Sezione Grafica e Fotografia: Include importanti nuclei di opere grafiche e scatti fotografici che documentano la storia e il paesaggio lecchese. La Pinacoteca del Palazzo delle Paure custodisce una collezione permanente dedicata prevalentemente all'arte del Novecento e contemporanea, con un forte legame con il territorio lombardo. 1. I Maestri del Novecento e il Legame con il Territorio Il cuore della collezione è rappresentato da artisti che hanno interpretato il paesaggio lecchese e lombardo: • Ennio Morlotti: È uno dei protagonisti della pinacoteca. Tra le opere di rilievo spicca L’Adda a Imbersago (1955), che esemplifica il suo stile materico e naturalistico. È presente anche il dipinto Paesaggio. Dosso (realizzato tra il 1975 e il 1985). • Tino Stefanoni: Artista lecchese di fama internazionale, noto per le sue opere dalle linee pulite e metafisiche, come i suoi celebri paesaggi essenziali. • Giancarlo Vitali: Maestro del realismo esistenziale, le cui opere ritraggono spesso scene di vita quotidiana e volti locali con un tratto intenso e profondo. 2. Le Avanguardie e il Contemporaneo La sezione di arte contemporanea include opere donate alla città negli anni '90, che spaziano dall'astrattismo alla pop art italiana: • Lucio Fontana: Espressione dello spazialismo, presente con opere grafiche o lavori che riflettono la sua ricerca sul concetto di spazio. • Enrico Baj: Fondatore del Movimento Nucleare, le cui opere ironiche e polimateriche (come le famose "Dame" o i "Generali") sono parte integrante del patrimonio museale. • Agostino Castellani: Rappresentante dell'arte estroflessa e della ricerca strutturale sulla superficie della tela. • Emilio Scanavino: Artista dell'informale, presente con lavori caratterizzati dai suoi tipici "nodi" e segni grafici tormentati. 3. Altre Opere Notevoli della Collezione Permanente Tra le oltre 900 opere conservate, meritano una menzione speciale per il loro valore storico e artistico: • Superficie bianca: Opera che esplora il minimalismo e la purezza della forma. • La danza di Ubu: Richiamo alle tematiche surrealiste e teatrali. • Sfera: Scultura che dialoga con lo spazio espositivo, rappresentativa della ricerca plastica del secondo Novecento. • Ritratto di Ennio Morlotti di Renato Guttuso: Un omaggio tra grandi maestri che suggella l'importanza di Morlotti per la città.