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(MIANEWS) Milano, 17 SET - “Il vizio della speranza”. Questo è il titolo della nuova stagione teatrale del teatro Oscar, realtà radicata a Milano con i suoi tre direttori artistici Gabriele Allevi, Luca Doninelli e Giacomo Poretti. Il sipario si aprirà il primo ottobre con la nuova edizione degli spettacoli “Prendersi a cuore. Il triduo del giullare” dove grandi nomi della comicità, da Enrico Bertolino a Turbopaolo, da Giuseppe Scoditti a Margherita Antonelli, si alterneranno con i nuovi talenti della stand up comedy per declinare la frase scelta in collaborazione con il Centro Cardiologico Monzino: “prendersi a cuore”. Il sipario si chiuderà il 25 maggio 2025 con “Questo mondo e quell’altro”, nuova produzione teatrale con Francesco Brandi (anche autore) e Ippolita Baldini. In mezzo, un cartellone di oltre 20 spettacoli, con artisti affermati, da Giorgio Pasotti a Galatea Ranzi, da Massimo Popolizio a Sandro Lombardi al fianco di nuovi talenti. “La speranza è una delle parole chiave di quest’anno. È una parola complicata – spiega Luca Doninelli - La speranza è quella che risorge ogni mattina, guardando a quello che c'è da fare nella giornata. È assurdo perché sembra che non ci siano mai delle ragioni. Si va a letto schiacciati da quello che è successo ma tutte le mattine dentro questa assurdità ripartiamo”. Centrale è la figura del giullare, che aprirà la stagione e sarà la chiave per interpretare la complessità del reale. “In questo periodo storico sono quelli che grazie al loro linguaggio possono raccontare qualcosa di significativo della nostra società” afferma Giacomo Poretti. “Cominciare con il comico, il giullare, significa usare il comico per entrare in certe problematiche che è più difficile affrontare da altre parti” racconta Gabriele Allevi. “Il comico ha la possibilità di affrontare con l’ironia temi complessi. Sarà interessante vedere come i comici lo declineranno – racconta Giacomo. Tra i temi portati sul palco ci sono il lavoro e l’approccio delle nuove generazioni, la morte, la voglia di rinascere ogni giorno, nonostante le difficoltà. Il 5 dicembre sarà anche possibile assistere al primo spettacolo da solista di Giacomo, “Fare un’anima”, riadattato in “La fregatura di avere un’anima”. “È uno spettacolo autobiografico – racconta – che riprende la frase detta da un sacerdote alla nascita di nostro figlio, “bene ora che avete fatto un corpo, dovete fare un'anima". Quella è un'enorme provocazione e domanda. Non solo ai genitori”. In cartellone, anche spettacoli con finali aperti, che pongono domande come “Le volpi”, o lo spettacolo “Il mercoledì delle ceneri”, della compagnia creata da persone che hanno vissuto la detenzione a Rebibbia e hanno trovato nel teatro un lavoro e un luogo da cui rinascere. La speranza pone al centro anche i giovani e la loro formazione. In via Colletta 21 nel teatro degli Angeli aprirà uno spazio dove i giovani potranno incontrare il teatro, con un laboratorio formativo e un corso di due anni, aperto anche alla disabilità. “Il Teatro degli Angeli sarà a breve la sede anche di un importante progetto realizzato dal Teatro degli Incamminati e da Officine Creative dell’Università di Pavia con il sostegno di Fondazione Allianz Umana Mente La ‘Scuola laboratorio Casa Teatro’ sarà un percorso professionalizzante biennale, intensivo e altamente qualificato, rivolto a giovani con e senza disabilità e finalizzato alla creazione di un nuovo profilo di attori e attrici che rispondano a questo nuovo orizzonte delle arti sceniche e dello spettacolo dal vivo. Per una scena teatrale italiana sempre più inclusiva e ricca di nuove sfumature, linguaggi e forme estetiche” conclude Gabriele Allevi.