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Iscriviti al nostro canale per vedere i video delle principali notizie che accadono nel nostro Polesine ! / @lavocedirovigo831 Ca’ Mello in pochi giorni è diventato un luogo di visitatori arrivati da ogni dove. Il motivo? Il campo di lavanda che è stato coltivato dalla famiglia Masiero. Lungo la lunga via alberata cha da Ca’ Mello arriva a Scardovari ci sono tante auto parcheggiate. E tante sono le persone che vanno a vedere questa distesa viola di due ettari che se in Provenza è una vista scontata, nel Delta del Po, invece, è una vera novità. Ecco dunque tanti fotografi, gente che si fa i selfie, fidanzati e famiglie che si fanno una foto ricordo. Qualche bella ragazza che si fa uno scatto come modella, insomma in questi giorni la lavanda è la "regina" del Delta del Po. La proprietaria del terreno è la signora Micaela Friso, di Padova. A coltivare il terreno sono il marito Claudio Masiero e il figlio Enrico. Claudio è un terzista e lavora con le trebbie sulle campagne di Porto Tolle da 30 anni. "Mio padre ha trapiantato la lavanda – spiega Enrico - Da qualche tempo i miei genitori pensavano di fare qualcosa di diverso. Poi negli ultimi anni, le rendite di mais, soia e frumento, che facciamo di solito, vanno sempre in calare. Quindi abbiamo voluto provare a cambiare, per vedere se la situazione migliorava. E ne è uscita questa immensità di viola". Enrico dice che la lavanda è stata trapiantata a marzo 2019. Inizialmente sono cresciuti i cespugli, e ora, a distanza di poco più di un anno, sono sbocciati i fiori. “La nostra idea è di tagliare i fiori e di metterli a distillare – aggiunge - Da una parte teniamo l’acqua profumata e dall’altra l’olio essenziale. Poi li faremo certificare per vedere la qualità e in base alla risposta sapremo se produrre saponi, creme, profumi". Racconta che i suoi genitori hanno fatto un corso sulle piante officinali. "Non siamo partiti da zero, ma ci siamo documentati – precisa - Ovviamente iniziare a lavorare con una piantagione nuova è sempre un salto nel vuoto". La famiglia si augura di produrre una nuova eccellenza del Delta del Po. Enrico, sorridendo, dice che lavorando nei campi è abituato a vedere solo il proprietario, il trebbiatore e al massimo una persona con il rimorchio. "Ora, con la lavanda vediamo che la gente viene qui apposta – dice sorridendo - E’ una novità anche per noi che sia diventato un luogo ‘turistico’, non siamo abituati a vedere tutta questa gente qui. Molti ci fanno delle domande, e ci fanno notare che il campo non si vede direttamente dalla strada principale, mi ci si arriva attraverso una strada sterrata". A fianco dell’appezzamento di terreno viola e profumato di lavanda, c’è un altro appezzamento che per ora è solo coltivato. "In questa parte di terra vogliamo fare la lavanda ecologica, in questo caso dobbiamo lavorarci 2 anni e mezzo" dice Enrico. Vicino al campo ci sono anche le arnie con le api e Alessio e Gina, dell’apicoltura Marangon, promettono di fare un ottimo miele.