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Lunghezza 1, III, 30 metri: dal fittone di partenza salire leggermente verso dx seguendo un marcato canale, piegando poi a sx fino alla sosta, posta alla base di un diedro e di una fessura. Lunghezza 2, IV, III, 25 metri: non salire il diedro (visibile un vecchio cordone a dx), bensì la fessura, proseguendo per una specie di rampa inclinata ed erbosa, superando un'altra breve fessura ben protetta da un fittone, prima della sosta posta alla base di un netto diedro. Lunghezza 3, V, IV, 35 metri: salire direttamente il diedro, molto scivoloso nella parte iniziale, ma con buoni appigli e ben chiodato. Al suo termine piegare un po' a sx fino alla sosta tra alberi. Lunghezza 4, V-, III, 35 metri: salire verticalmente in direzione di un primo fittone resinato, cui segue subito un secondo fittone. Proseguire piegando un poco a destra e salire per rocce erbose, ritornando progressivamente verso sinistra, fino a sostare su un pulpito su uno spigolo. Lunghezza 5, V-, IV+, 30 metri: salire obliquamente verso sx superando qualche passo in placca delicato su roccia molto scivolosa (fittone, chiodo con anello, fittone), fino ad entrare in un diedro verticale, piuttosto continuo, che si segue fino alla sosta. Lunghezza 6, V+ o V e A0, IV+, 30 metri: salire, con percorso logico, un poco a sx e tornare subito a dx su ottime maniglie fino ad un fittone resinato in piena parete (il fittone è poco visibile dal basso). Siamo al famoso passaggio della radice: una volta c'era una radice con cui ci si aiutava. Il passaggio non è semplice, e può essere parzialmente azzerato. Alzarsi in spaccata fino ad avere il fittone all'altezza dell'inguine, cercare quindi un appiglio a dx, traversare poi orizzontalmente a dx su difficoltà minori. Proseguire ancora a dx per qualche metro e riprendere poi a salire verticalmente su placca, entrando quindi in un diedro a sx, poco protetto. Suguire il diedro e uscirne al termine a dx su ottimi appigli, raggiungere una comoda cengia, la cengia del bivacco. Riccardo Cassin al suo secondo tentativo di salita della parete, primo con Mario dell'Oro detto il "Boga", passò la notte proprio in questo punto, dove si ripararono da un violento temporale nella grottina ben visibile al limite dx della cengia. Il mattino seguente per il continuo imperversare del maltempo furono costretti a scendere, ma la domenica successiva tornarono e riuscirono a salire la via in giornata, tracciando così la prima storica via sulla parete della Medale. Lunghezza 7, IV, III, 45 metri: brutta lunghezza: salire un diedro erboso e con piante per 15/20 metri, uscire in placca a sx e salirla usando comode maniglie fino alla sosta. Lunghezza 8, III, 25 metri: traversare un poco a sx e salire verticalmente una fessura (non salirla direttamente, ma tenerla sulla destra e poi rientrare a dx) e proseguire per rocce non difficili, a tratti erbose, uscendo infine leggermente a dx alla sosta posta a dx di un'ampia placca di roccia lucida. A dx all'interno di una grottina è posizionata la statuetta di una Madonnina. Lunghezza 9, V scivoloso con possibile A0, IV+, 30 metri: è il tiro del famoso traversino. Alzarsi lungo un blocco staccato e iniziare a traversare a sx (fittone), collegando appoggi e appigli (poco visibili, ma buoni) distanziati. Il traverso è scivoloso ma comunque ben appigliato e protetto. Al fittone seguono due chiodi: dal secondo ci si alza leggermente e si continua a traversare verso sx, trovando altri due fittoni: dal secondo salire per diedro e uscirne poi a dx alla sosta. Lunghezza 10, III+, 40 metri: dalla sosta salire obliquando a sinistra (fittone) e poi in verticale per rocce lavorate (clessidre) con arrampicata divertente fino ad una buona cengia. Sosta a sx di un grande masso appoggiato con ironica scritta arancione: "cade". Lunghezza 11, IV, III, II, 35 metri: dalla sosta è visibile un chiodo in una specie di canalino: salire sul suo bordo sx e, all'altezza del chiodo, entravi. Da qui in verticale, su difficoltà via via minori fino alla sosta. Con corde da sessanta metri si può saltare questa sosta e proseguire per una ventina di metri, raggiungendo la forcella di uscita (sosta su due fittoni e cavo metallico).