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Anton Webern (1883-1945) Concerto for Nine Instruments Op. 24 (1934) Dedication: Arnold Schoenberg for his 60th birthday 1. Etwas lebhaft 2. Sehr langsam 3. Sehr rasch Ensemble Intercontemporain Conduct Pierre Boulez Piano , Maurizio Pollini Lunedi 6 Aprile 2009 Il '900 secondo Pierre Boulez Con Maurizio Pollini al pianoforte, il maestro dirige Schönberg, Webern e Berg Anton Webern, colonna del Dodecafonia, nonché ispiratore e anticipatore del Serialismo integrale poi sviluppato dalla Scuola di Darmstadt (che fra i suoi capifila ha Stockhausen e Boulez), è l'anima della terza tappa del «Progetto Pollini» (alla Scala, lunedì 6 aprile): una serata tutta nel segno della Seconda Scuola di Vienna. Non è un caso quindi che, per questo appuntamento, il pianista milanese abbia voluto accanto a sé proprio il direttore e compositore Pierre Boulez, figura determinante dello sviluppo della musica occidentale del secondo Dopoguerra, che a Milano torna con il «suo» Ensemble Intercontemporain, la celeberrima formazione orchestrale che creò nel 1976 e che da sempre è impegnata nella sensibilizzazione del pubblico verso la musica contemporanea, nella formazione di giovani strumentisti e direttori e nella sperimentazione (accanto ai maggiori compositori d'oggi) di nuovi linguaggi e nuove tecniche esecutive. All'Ensemble parigino spetta il compito di proporre impegnative pagine weberniane, come il Concerto op. 24 (degli anni 1931-34), la Sinfonia op. 21 (1928) e i «Cinque pezzi per orchestra» op. 10 (1911-13) che hanno segnato l'evoluzione della musica del Novecento. Accanto a Webern, l'Ensemble Intercontemporain esegue anche la «Kammersymphonie» op. 9 per 15 strumenti e il «Lied der Waldtaube» (dai «Gurrelieder») di Schönberg, che di Webern fu maestro e guida, accompagnando il mezzosoprano Petra Lang. Nel corso della serata, la cantante «duetterà» anche con il pianoforte di Pollini, nei Lieder op. 4, 5 e 12 di Webern. Pollini sarà poi impegnato nei Sei «Kleine Klavierstücke» op. 19 di Schönberg, nei «Quattro pezzi» op. 5 per clarinetto e pianoforte di Berg (con il clarinettista Alain Damiens) e nei «Tre piccoli pezzi» op. 11 per violoncello e pianoforte di Webern (violoncellista Eric-Maria Couturier). Corriere della Sera Pollini e Boulez, la Scala e Vienna Il terzo appuntamento del “Progetto Pollini” al Teatro alla Scala di Milano. Sì, c’è ancora gente che crede che la Seconda Scuola di Vienna sia musica contemporanea. Quindi difficile, quindi si sta a casa. Non si spiega altrimenti una platea con vistosi buchi per uno dei concerti più attesi della stagione, il terzo del “Progetto Pollini” col quale il pianista milanese ha voluto radunare attorno a sé alcuni musicisti dell’Ensemble intercontemporain capitanati dall’inossidabile Pierre Boulez, per un impaginato interamente dedicato ai tre autori (Schönberg, Berg, Webern) afferenti alla cosiddetta seconda scuola viennese. Ed è proprio da un concerto di questo tipo che si capisce quanto il primo Schönberg sia, in fondo, l’ultimo dei romantici e quanto delle ricerche timbriche mahleriane riaffiorino nelle partiture di Webern. La scelta dei brani è calibratissima: si va dai "6 studi op. 19” di Schönberg, ai poco eseguiti "4 pezzi per clarinetto op. 5” di Berg (strepitoso Alain Damiens), passando per una lunga carrellata weberniana che comprende tre cicli di lieder (Petra Lang mezzosoprano perfettamente in stile) e diversi brani per pianoforte o orchestra. Pollini gestisce questo repertorio da grande musicista qual è: i colori che riesce ad evocare col pianoforte non hanno, credo, paragoni nel panorama attuale. Sul tutto, è uno dei pochi artisti capaci di rendere immediatamente chiare a tutti strutture complesse come quelle dei brani eseguiti. Il concerto, comunque, è andato in crescendo verso la fine: l’Ensemble intercontemporain non sbaglia una nota e segue il gesto geometrico di Boulez con lucida freddezza nei 5 pezzi op. 10 di Webern, poi in una versione del Lied della Colomba dai Gurrelieder di Schönberg da brivido (complice la bravissima Lang) e chiude con una Kammersymphonie la cui tenuta e resa dei piani sonori sono fra le migliori mai sentite. (il Giornale della Musica) Interpreti: Pianoforte - Maurizio Pollini Mezzosoprano - Petra Lang Clarinetto - Alain Damiens Violoncello - Eric-Maria Couturier