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Casnigo (BG) - Chiesa arcipresbiterale plebana di S. Giovanni Battista - Concerto di 8 campane in Do3 cresc. fuse da A. Ottolina nel 1950 - Doppio sistema completo con corde e tastiera - Distesa delle 5 campane maggiori per l'Angelus festivo. Nel 1823 la ditta Crespi di Crema fuse un concerto da 8 campane in Reb. Nel 1943, vennero levate per essere distrutte e trasformate in materiale bellico tre campane della parrocchiale. Nel 1950 la ditta Ottolina di Bergamo decise di rifondere l' intero concerto usando come materiale le cinque campane superstiti integrando il bronzo mancante con quello fornito dal governo. Nel 1998 l' intero concerto venne tolto per essere completamente elettrificato togliendo la possibilità di suonarle manualmente. Le campane furono ricollocate sulla torre, alta 43 m, nel 1999. Nel 2010 all' intero concerto viene rimesso il doppio sistema completo (corde e tastiera). Chiesa arcipresbiteriale plebana di san Giovanni Battista Il territorio comunale è disseminato di numerosi edifici sacri che ricoprono grande importanza dal punto di vista artistico e religioso. Il principale di questi è la chiesa arcipresbiteriale plebana di san Giovanni Battista, attorno alla quale si è sviluppato il centro storico del paese. La sua origine è riconducibile al periodo compreso tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo, come testimoniato dall'incisione, ricavata sui gradini dell'altare, recante i numeri romani MC (1100 appunto), che la rendono la più antica chiesa battesimale della Valgandino. Originariamente intitolata a san Giovanni Battista e san Giorgio, possedeva una struttura dalle dimensioni molto limitate. Questa venne quindi abbattuta verso la metà del XV secolo per far spazio a un complesso più spazioso che potesse fronteggiare le mutate esigenze della popolazione. Il nuovo edificio, in stile gotico-lombardo, venne consacrato nel 1471, con numerosi affreschi eseguiti nel 1484 dalla bottega dei Marinoni, e innalzato a rango di chiesa arcipresbiteriale nel 1460. La sempre crescente importanza costrinse le autorità religiose locali a riedificarla con una struttura più spaziosa tra il 1617 e il 1640, mantenendo della precedente soltanto alcuni paramenti e dipinti. Da allora l'architettura è rimasta inalterata. La chiesa possiede una grande quantità di opere d'arte, delle quali la più importante con ogni probabilità è la serie di armadi intagliati dal tirolese Ignazio Hillipront, che ricoprono le quattro pareti della sagrestia e presentano un continuo susseguirsi di intagli ad arabesco, di statue di santi e angeli. Nell'armadio posto di fronte all'ingresso vi è una nicchia in cui è collocato un crocifisso tra due angeli, opera di Andrea Fantoni. Di grande importanza è anche l'altare maggiore, eseguito nel 1625 in marmo nero di Gazzaniga, e ornato da una tribuna in legno dorato. Inizialmente attribuito a Grazioso Fantoni, venne riconosciuto poi come opera di Antonio Montanino da Brescia. Altre opere sono la pala, posta nell'abside, della Vergine Incoronata con santi opera di Gian Paolo Cavagna, la volta affrescata da Enrico Albrici con sette medaglioni raffiguranti la vita di san Giovanni Battista e la Pietà di Palma il Giovane. Numerosi sono gli altari minori presenti: il primo laterale è quello del Suffragio (o dei Morti), eseguito dalla Bottega di Bartolomeo Manni in marmo nero, con un dipinto di scuola veneziana del XVII secolo; vi è poi l'altare di san Giuseppe, anch'esso opera dei Manni, con un paliotto in marmo di Carrara eseguito da Andrea Fantoni e rappresentante la Fuga in Egitto; l'altare della Pentecoste (o del Battistero) che presenta in controfacciata il quadro Incoronazione di Maria e Santi di Gian Paolo Cavagna; l'altare di san Sebastiano, con la pala del santo con sant'Orsola, eseguito da Carlo Ceresa; l'altare della Madonna del Rosario in marmi policromi e la statua lignea della Madonna con Gesù, opera di Giovanni Avogadri, e infine l'altare dell'Immacolata, anch'esso in marmo policromo opera dei Manni, con medaglione in marmo di scuola fantoniana e la pala dell’Immacolata Concezione con Adamo, Eva e quattro profeti, dipinta da Domenico Carpinoni. Testo tratto da Wikipedia. Per altre info clicca su questi link: https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_...)