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La storia di Cesarina Gobbi, protagonista della canzone "Scanoboa". Testi tratti dal Resto del Carlino da una pagina di Angelo Roncon, e da Luciano Chiereghin, amico, collega , storico e ricercatore del Delta del Po, che ringrazio!! Cesarina Gobbi nata a Liettoli frazione di Campolongo Maggiore (Venezia), arriva a Pila di Porto Tolle nel 1952 e insegna nell' isole Batteria e Scano Boa sino al 1956. Cinquant'anni fa, Porto Tolle. Il sindaco è Dino Campion. Gli zuccherifici, funzionano a pieno regime. Siamo nel 1965, pieno boom economico in Italia. A Porto Tolle un po’ meno. A Porto Tolle la vita è dura, si fatica. Ma ci sono anche momenti di serenità e svago. Il presidente (e fondatore) della Pro Loco, Marino Marangon detto “Marinbrando”, figura storica del turismo polesano, organizza un grande spettacolo in onore di una brava maestra, Cesarina Gobbi. E’ un evento, passerà alla storia. Piazza Ciceruacchio è piena, circa quattromila persone. Arriva una corriera da Milano, importanti cantanti del momento, un complesso famoso e molti giornalisti. La stampa nazionale (e internazionale) dà ampio risalto all'avvenimento. Una rivista americana, specializzata in musica scrive: «Ecco un diverso metodo per presentare nuove canzoni. Il concerto in piazza Ciceruacchio a Ca' Tiepolo, sede comunale di Porto Tolle. Fa da contorno al lancio del disco “Scanoboa” che racconta la storia di Cesarina. E’ una storia molto bella e molto triste. E’ il 1952, Cesarina Gobbi è un maestrina di 20 anni e arriva alle foci del Po assieme a Sante, il fratello prete. Sono partiti da Liettoli di Campolongo Maggiore (Ve). Don Sante si occupa dell’oratorio di Pila. C’è tanta miseria e fango, vivono ancora nei casoni di canna. Cesarina raggiunge un isolotto chiamato Scano Boa, fra Pila e l’isola della Batteria non ancora sommersa, abitato da una ventina di famiglie. Sono pescatori, lavorano anche nelle risaie, hanno molti bambini poco nutriti e male vestiti. Cesarina va in paese, bussa a tutte le porte. Chiede aiuti: alimenti, scarpe, vestiti, libri di scuola. Fatica, si scontra con le autorità e le troppe diffidenze. Ma le supera e vince. Con una barca, a remi, porta tutte le mattine i bambini nell’isola della Batteria, quattro chilometri sull’acqua. Vento, pioggia, molto freddo. Lì c’è un fabbricato in mattoni con una vecchia stalla abbandonata. Lì costruisce la sua piccola scuola. Insegna per quattro anni, i bambini adesso hanno le scarpe e i sussidiari. C’è anche una cucina economica a legna. Poi, nel 1956, arriva un ispettore scolastico e “scopre” che l’edificio è “inadeguato”, che non ci sono i servizi, che manca il riscaldamento. E che lei, Cesarina, insomma, è una maestra abusiva. E chiude la scuola, il “solerte” ispettore con i baffoni come Stalin. La piccola insegnante scrive a tutti, autorità civili e religiose, giornali, persone influenti. “Non possono toglierci la nostra scuola”. Niente. Nessuna risposta. E allora, piena di amarezza e delusione, lascia Scano Boa e va in Africa e diventa missionaria. Eugenio Boscolo, il poeta pescatore, conosciuto da tutti come "Berto Morosini", nel Gennaio del 1966 inoltrava la domanda di partecipazione alla Fiera Dei Sogni ed è lo stesso Mike Bongiorno che lo fa partecipare, facendogli saltare le prove di preselezione. Berto vuol partecipare a questa trasmissione a premi, chiedendo, in caso di vincita, una Jeep che lui chiamava (jeppa) per donarla a Suor Cesarina, la maestrina che insegnò i primi rudimenti, abusivamente, ad un gruppo di bambini che risiedevano a Batteria di Pila con le loro famiglie di poveri braccianti, dal 1952 al 1956 anno in cui fu rimossa. Allora lei si era fatta missionaria e partì per l'Africa, ma per raggiungere la missione doveva percorrere, giornalmente, parecchi chilometri nella savana ed una jeep le sarebbe venuta comoda. Nei primi giorni di gennaio del 1966, come già detto, Berto viene chiamato alla trasmissione di Mike, dove vi fu una specie di presentazione. Il 31 marzo dello stesso anno egli partecipa, per la seconda volta, alla stessa trasmissione dove gli vennero poste tre domande che lui, con grande difficoltà, per l'emozione e la scarsa comunicabilità, bene o male risponde, ma dopo che Mike fece trasmettere la canzone " Scanoboa" dedicata a Cesarina, Berto ritorno a suo agio. Alla terza e ultima domanda:- Come si chiamano gli avanotti di anguilla?-, lui rispose con termini dialettali e non scientifici, e, siccome la domanda doveva essere quella vincente, Berto venne escluso dalla trasmissione. Forse per ripensamenti della RAI, di Mike Bongiorno o forse per le proteste dei Portotollesi, la Rai stessa decise di riammetterlo alla trasmissione motivando che: anche se il termine da lui dato alla risposta non era scientifico, ma dialettale, risultava comunque esatto. Fu così che il 7 di aprile dello stesso anno Berto partecipa per la terza volta alla trasmissione, dove vince la sospirata "jeppa" e così Suor Cesarina potè beneficiarne.