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Dietro i numeri ci sono storie di solitudine, fragilità e precarietà. È la fotografia scattata dal Rapporto Caritas 2024 sulla povertà nella diocesi di Milano: quasi 19 mila persone hanno chiesto aiuto ai centri d’ascolto, il 10% in più rispetto all’anno scorso. Le donne restano la maggioranza, ma aumentano anche gli uomini. Colpisce soprattutto il dato sugli anziani: oggi oltre il 12% degli assistiti ha più di 65 anni, una quota quadruplicata in dieci anni. Una povertà fatta non solo di carenze economiche, ma di isolamento e assenza di reti familiari e sociali. Accanto a loro ci sono i giovani: quasi uno su cinque ha meno di 35 anni, un dato che cresce costantemente e che nelle statistiche ufficiali risulta dimezzato. I migranti rappresentano il 65% del totale, con un incremento legato anche alle nuove ondate dal Perù, che da solo pesa per oltre il 23% degli utenti stranieri. E cresce la fascia dei cosiddetti working poor: oggi quasi uno su quattro lavora, ma con stipendi troppo bassi per vivere dignitosamente. Il rapporto rivela quindi una povertà che cambia volto: due terzi degli utenti restano intrappolati da anni nel bisogno, mentre un terzo sono volti nuovi, che portano fragilità diverse e sempre più difficili da affrontare. Un fenomeno che continua a corrodere Milano e i suoi territori, e che interroga la capacità di risposta delle istituzioni e della comunità.