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Gli anni '80 hanno visto la nascita di un genere che ha fatto la storia: il picchiaduro a scorrimento (beat 'em up). Due titoli in particolare si sono contesi lo scettro: Double Dragon e Final Fight. In questa puntata di Videogiochi da Ricordare cerchiamo di capire i motivi che hanno reso questi retrogame tra i più iconici degli anni '80. E' stato un periodo d'oro non solo per le sale giochi ma anche per l'immaginario legato alle arti marziali, alle lotte tra ragazzi di buon cuore che affrontano le proprie paure combattendo contro i teppisti di qualche periferia americana, magari per acquisire più fiducia in se stessi e magari anche per aiutare una bella ragazza finita nei guai. Subito vengono alla mente film come Karate Kid, o quelli con protagonista Jean Claude Van Damme. O persino opere molto divertenti che mescolano il fascino delle arti marziali con elementi fantasy, come ad esempio Grosso Guaio a Chinatown o il più recente Kung Fury. Double Dragon (1987): I fratelli Billy e Jimmy Lee con calci rotanti e gomitate hanno definito le regole del gioco. Innovazione, co-op, e un'atmosfera da film action. Pubblicato da Technos Japan Corporation è riconosciuto come il gioco che ha davvero focalizzato l’attenzione sui picchiaduro a scorrimento, facendolo diventare in pochissimo tempo il genere più richiesto in sala giochi. Proprio in quell’arco di tempo furono pubblicati davvero tanti beat 'em up che si sono ispirati, nella loro essenza, a Double Dragon: tra questi c’è Final Fight e serie di successo come ad esempio Streets of Rage e Golden Axe. Non a caso ogni brand famoso che voleva essere rappresentato anche nel mondo dei videogiochi spesso lo faceva proprio attraverso i picchiaduro a scorrimento: furono pubblicate opere con protagonisti gli eroi della Marvel, della DC, giochi di grande successo dedicati alla Tartarughe Ninja, e tanto altro. C’erano anche dei picchiaduro con protagoniste le guerriere Sailor. Final Fight (1989): Il muscoloso sindaco Haggar, Cody e Guy nelle strade di Metro City. Grafica strabiliante, sprite enormi e un livello e divertimento mai visto prima. Pubblicato da Capcom, Final Fight potrebbe essere visto come un seguito spirituale di Double Dragon. Final Fight a conti fatti sembra un Double Dragon pompato all’ennesima potenza. In comune c’è la vicenda: in entrambi i giochi gli amici di una fanciulla rapita dai malavitosi si danno da fare per liberarla. In Final Fight in aggiunta è possibile scegliere un terzo eroe, il padre della ragazza, nonchè sindaco della città, che essendo un ex lottatore di wrestling, perde le staffe e decide di scendere in campo per farsi giustizia da solo. Final Fight è stato trasposto su molti sistemi casalinghi e anche per quest’opera sono stati pubblicati dei seguiti che, purtroppo, non hanno lasciato il segno. Capcom tuttavia continua ancora oggi a omaggiare Final Fight inserendo i suoi personaggi in altre serie di successo, come negli ultimi capitoli di Street Fighter. #videogiochidaricordare #nobu4games #retrogame