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Crema (CR) - Chiesa di San Bernardino degli Osservanti - Concerto di 5 Campane in La3 cresc. A. Crespi 1804, La3, Do#4 e Re4 agg. Allanconi 2008 - Concerto solenne a 5 campane (purtroppo manca la salita delle campane a bicchiere) in occasione del 60 raduno nazionale dei campanari - Suonano Alessandro, Simone, Andrea La chiesa è tuttora consacrata e vi si celebrano le funzioni religiose nei periodi in cui la cattedrale è chiusa per restauri. Per la sua dimensione è adibita anche ad auditorium dedicato al filantropo Bruno Manenti permettendo così l'allestimento di manifestazioni culturali, in particolar modo concerti di musica classica e religiosa. La cerimonia dell'inaugurazione a questa nuova funzione fu allestita il 13 marzo 1996 al termine di un complesso restauro conservativo. Il campanile è in mattoni a vista, con sottili lesene angolari e cornicioni aggettanti che lo dividono in tre corpi. L'ultimo contiene la cella campanaria con aperture a bifora e sormontata da una cornice a dentelli. Vi sono installate cinque campane, delle quali due di provenienza Crespi e risalenti al 1804, le altre tre furono ripristinate nel 2008, realizzate dalla fonderia Allanconi, in sostituzione di quelle mancanti requisite durante il secondo conflitto mondiale. Le tonalità sono: Do4, Fa4 (le due campane Crespi), Sib3, Re4, Mib4 (le tre campane Allanconi). La chiesa di san Bernardino degli Osservanti è un luogo di culto cattolico di Crema. È nota anche come san Bernardino degli Zoccolanti, auditorium Bruno Manenti o, più raramente, san Bernardino in Città per distinguerla da quella dell'omonimo quartiere. Le origini vanno fatte risalire alla solenne predicazione che Bernardino degli Albizzeschi, meglio noto come Bernardino da Siena, compì a Crema nell'autunno dell'anno 1421. L'orazione colpì molto l'opinione pubblica tanto da essere citata dagli storici locali Pietro Terni e Alemanio Fino. Lo stesso Bernardino da Siena nella predica XII del Campo di Siena (1427) cita Crema quale esempio di riappacificazione: il capostipite della signoria dei Benzoni, il guelfo Venturino aveva cacciato da Crema i ghibellini. Il successore Giorgio, offrendosi come vassallo a Filippo Maria Visconti continuò a perseguitare la parte avversa ma nella notte dell'intervento di Bernardino le due fazioni si riappacificarono. Una tregua, ad ogni modo, breve: nel 1423 alla caduta di Giorgio Benzoni le lotte ripresero. Durante il suo passaggio a Crema Bernardino da Siena ebbe modo anche di fondare il convento di Santa Maria de Supravalle a Pianengo, dipendente della Provincia degli Osservanti di Brescia. La Provincia istituì, quattro anni dopo la canonizzazione, una filiazione individuando l'area in una zona al di là del fiume Serio presso Crema. Questo convento non durò a lungo: fu demolito nel 1514 affinché non vi si asseragliasse nel 1514 Prospero Colonna, uno dei comandanti della coalizione tra ducato di Milano, impero spagnolo e confederazione elvetica che cinse d'assedio per molti mesi la città. Renzo da Ceri, che difese Crema per la repubblica di Venezia, aveva ordinato di abbattere alberi e abitazioni attorno alle mura, ma il suo provvedimento inizialmente risparmiò chiese e conventi. L'anno successivo la Provincia degli Osservanti chiese di poter istituire un nuovo convento all'interno delle mura di Crema: la richiesta fu concessa, forse anche quale sorta di compensazione per la struttura perduta fuori città. Agli Osservanti venne ceduta un'area a nord della piazza Maggiore e nel 1518 iniziò la costruzione del complesso. I fedeli contribuirono generosamente: monastero e chiesa furono realizzati in soli 16 anni. Ad un primo chiostro realizzato a ridosso della chiesa ne fu aggiunto successivamente uno di maggiori dimensioni così come si rileva in un affresco datato 1610 e conservato in un chiostro del convento di San Giuseppe a Brescia, lungo il quale sono raffigurati tutti i conventi della Provincia degli Osservanti. Successivamente ne fu realizzato un terzo tra le vie oggi denominate via Cesare Battisti e via Giovanni Bottesini. Non sono segnalati eventi significativi fino al 1810, l'anno delle soppressioni napoleoniche. Il convento passò al demanio e la chiesa venne dichiarata sussidiaria della cattedrale. L'ex monastero fu acquistato da Giambattista Pisani che poi lo rivendette ad un gruppo di nobili che avevano l'intenzione di fondare un educandato femminile. Furono presi contatti con suor Maria Crocifissa Di Rosa, la religiosa fondatrice delle Ancelle della Carità e l'istituzione poté essere avviata. (...) Nel 1580 fu collocato un organo Antegnati in fondo all'abside, poi parzialmente rifatto dai Serassi, quindi da Pacifico Inzoli nel 1884. Testo tratto da Wikipedia.