У нас вы можете посмотреть бесплатно #peul или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
La lingua Peul (in francese), anche nota come Fula (in inglese), è parlata dai Fulani, un gruppo etnico che si estende nell’asse Saheliano tra Africa orientale ed occidentale. Si tratta di una lingua africana molto complessa e difficile da utilizzare con precisione, cui manca una nazionalità in cui sia maggioritaria (nonostante sia presente in oltre 20 nazioni africane). La nomenclatura di riferimento è perciò particolarmente articolata. Ci sono infatti diversi modi per riferirsi a questa lingua: i suoi locutori fanno riferimento al termine Pulaar (per i dialetti occidentali) o Fulfulde (per i dialetti centro-orientali). Haalpulaar’en è invece il termine utilizzato per indicare chi parla Peul. In ambiente anglofono il riferimento alla lingua Fula – o alle popolazioni fulbè, che cioè parlano Fula – proviene dal gruppo di lingue Mandingo e Hausa. In francese invece, il termine Peulh trae origine dalla lingua Wolof (p’el). L’estensione del Fula su un territorio molto vasto, vista l’origine nomadica di questa popolazione, rende difficile determinare con precisione il numero di locutori (tra i 6 e i 20 milioni). La maggior parte dei parlanti la lingua pulaar vivono in Repubblica di Guinea ( 4.963.000 persone secondo Ethnologue), Senegal (2 740 000 persone nel 2006 secondo Ethnologue); locutori sono presenti anche in Gambia, Guinea-Bissau, Mali occidentale, Mauritania e fino al Cameroun. Grazie alle sue caratteristiche fonologiche e morfologiche, il Fula ha guadagnato la reputazione di lingua dolce, particolarmente orecchiabile ed armoniosa; per questo oggi ci si riferisce al Peul come “lingua degli uccelli” o spesso anche come “l’Italiano d’Africa”.