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Di notte, quando Place Masséna si veste di sogni illuminati, anche il cuore di un napoletano batte al ritmo del Carnevale. È quasi mezzanotte del 17 febbraio 2026 e le luci si sono appena spente, ma dentro di me risuona ancora l'energia travolgente di questa serata. Non so come raccontarvela se come giornalista, fotografo o partenopeo, ho vissuto sulla mia pelle la seconda notte del Carnevale di Nizza, edizione "Le Roi est mort, vive la Reine!". Dopo decenni di dominio maschile, il Carnevale nisardo incorona finalmente le donne in un omaggio alle eroine che hanno plasmato il mondo: Frida Kahlo, Niki de Saint Phalle, Marie Curie, Simone Veil. Che incoronazione! Alle 20:30, ogni tribuna era gremita di 25.000 spettatori con occhi spalancati verso carri alti fino a 20 metri che prendevano vita nella notte. Dopo l'eclatante apertura del 14 febbraio, questa replica ha invaso Avenue Jean Médecin con animazioni sonoro-luminose uniche. Tra i carri sfavillanti spiccavano Regina Gaia (Terra madre con montagne e oceani sgorganti dall'abito), Re Rana (metamorfosi maschile umoristica), Le Muse (Kahlo, Saint Phalle, Kusama in esplosione di colore), Donne Sapienti (Curie con flacone radioattivo, Goodall tra scimpanzé), Combattenti (Veil, de Beauvoir, Parks illuminate dalla Statua della Libertà) e Vedova Nera (dualità seducente-fatale). Realizzati da ymagier come Gérard Artufel e Barnaba Orrù, questi giganti LED celebrano scienza, arte, lotta femminile e natura. La delegazione colombiana con Meva Marching Band e Signum Drum Corps ha infuso ritmi latini travolgenti. Oltre 50 musicisti con percussioni potenti, samba, folklore andino (danze come bambuco con quena e bombo) e ritmi tribali si sono fusi con ballerine e luci, celebrando la forza femminile del tema. «Ma prima dei carri... [pausa] centinaia di ballerine e ballerini hanno aperto la magia! Costumi scintillanti che catturavano ogni riflesso delle luci... coreografie perfette, sincronizzate al millimetro... sorrisi che illuminavano più dei giganti LED stessi! Un tripudio di grazia, potenza e femminilità che ha fatto tremare Place Masséna... E che organizzazione impeccabile! Stewards gentili ma fermi... sicurezza invisibile ma efficace... 25.000 persone e un silenzio rispettoso quando serviva. Pubblico civilissimo, mai un'invasione della corsia centrale... tutti al proprio posto, rapiti dallo spettacolo. Bravi nizzardi... questo è Carnevale con la C maiuscola!» E io, napoletano trapiantato per una notte sulla Costa Azzurra, continuo a scattare foto e a raccogliere emozioni, sapendo che alcune immagini non saranno mai abbastanza per raccontare quello che il cuore ha vissuto. Vive la Reine, viva la vita, viva la magia che solo il carnevale sa creare.