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Il 5 febbraio 2025 è rientrato a L'Aquila il Gonfalone della città. “... Beata Vergine Maria prostata in terra avanti a Christo, con li quattro protettori de dicta magnifica città et con la pittura della dicta città del’Aquila ...”. Così, attraverso un dettagliato contratto, datato 27 giugno 1578, le magistrature cittadine fissarono con precisione le dimensioni che l’opera avrebbe dovuto avere e il suo programma iconografico, affidando l’incarico al pittore Giovan Paolo Cardone di realizzare il Gonfalone con i Santi Protettori dell’Aquila, un capolavoro di straordinario valore storico e artistico. Dipinto a olio su seta rossa (462 x 318 cm), l’opera raffigura la città dell’Aquila affidata ai suoi quattro santi patroni e offre la più antica veduta dettagliata del centro storico aquilano. Negli anni, il Gonfalone ha attraversato vicende complesse: custodito per secoli nella Basilica di San Bernardino, poi esposto al Castello Cinquecentesco dell’Aquila, ha subito danni nel tempo, aggravati dal sisma del 2009. Per garantirne la conservazione, nel 2013 è stato trasferito presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dove è stato sottoposto a un delicato restauro. 🔹 Il restauro: un equilibrio tra conservazione e innovazione L’intervento ha affrontato sfide significative, legate alla fragilità della seta e alle dimensioni imponenti dell’opera. Già consolidato negli anni ’80 dall’Istituto Centrale per il Restauro con una fodera in fibra sintetica e resina vinilica, il Gonfalone presentava numerosi sollevamenti del tessuto e deformazioni. Il team dell’Opificio ha eseguito una pulitura controllata, il consolidamento delle fibre e la riadesione dei sollevamenti tessili, sperimentando nuovi materiali adesivi compatibili con il restauro precedente. La fodera è stata rimossa e riposizionata con un nuovo sistema a nastri in velcro, per garantire stabilità senza stressare la seta originaria. 🔎 Una curiosità: la camera oscura L’eccezionale veduta della città raffigurata nel Gonfalone ha portato gli studiosi a ipotizzare l’uso della camera oscura, un dispositivo ottico noto nel XVI secolo. Il livello di dettaglio e la prospettiva della veduta sembrano derivare da un’osservazione diretta, forse realizzata con questo strumento, anticipando tecniche che diventeranno fondamentali nella rappresentazione cartografica e nella pittura. Gonfalone è parte del patrimonio del MuNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo, testimone della storia e dell’identità aquilana, restaurato e custodito per le generazioni future.