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A mangiarmi vivo con Antonio Palumbo Dialoga con l'Autore : Luciano Pagano MUSICAOS EDITORE A mangiarmi vivo di Antonio Palumbo Poesia Musicaos Editore 56 pagine isbn: 9791281823280 #poesia #poesiacontemporanea #poesiaitaliana #versi #sacro #quotidiano #corpo #riflessione #cucina #cibo #sacrificio #vita #morte #uomo #natura #unlibroallavolta Link del Libro : https://musicaos.org/a-mangiarmi-vivo... Descrizione del Libro: “A mangiarmi vivo” di Antonio Palumbo esprime in versi l’armonia che nasce dal nutrimento, la possibilità che l’esperienza del cibo, dalla preparazione alla sua assunzione, possa salvare l’uomo da un mondo autofago, con gesti di sopravvivenza dosati in foto/grammi di versi. Lo spirito si cela nei luoghi del corpo (“gabbia di sangue e d’oro”) per nutrirsi senza essere sbranato, ma l’anima, incolpevole e celata – come ci ricorda Nietzsche – “è” un corpo, esalare un respiro è l’attimo di uno sfrigolio, per accorgersi di essere transeunti, fatti di fiato, unguento, polpa, volo. È un corpo sensuale all’opera che sente l’alimento esprimersi nel processo di offerta, dalle mani allo sguardo di chi prepara, senza che i sensi e il gusto diventino succubi di un’ethos abitudinario. La vita e la morte si confrontano su un territorio vasto, “dalle braci alla branda”, il letto e il piano di cottura, in quel mare d’oro brillante che profuma racchiuso tra pareti d’acciaio. È un percorso illuminato dalla consapevolezza di un verso biologico, qui l’uccisione è un sacrificio, un gesto solenne, “poi ti seguirò, ne sono certo / non subito però”, la dolcezza di cui si parla è esteriore, non superficiale, “più dolce della sera / in cui cominciammo ad amare”. Nel dialogo con la creatura non c’è gerarchia, la carne e il corpo, gli odori e gli umori, parlano prima delle parole, vibrano nelle ossa prima che in pensieri (“La fame non ha parole”). C’è simbiosi tra uomo e animale, bellezza tra i viventi e i loro organi, portatori di un soffio vitale incessante, ineffabile. Ciò che finisce, qui, rinasce, transita, così come ciò che viene preparato, tagliato, nei percorsi di fuochi, bacinelle e acciaio, assume nuova forma, un verso come un sapore nasce dall’idea, provenendo da ingredienti che nulla facevano intendere. È il ritorno eterno, nutrimento sacralizzato, intimo, di un corpo che canta la vita. Luciano Pagano