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Il 5 gennaio 1984 in un tipico agguato mafioso perde la vita il direttore del mensile "I siciliani" Pippo Fava. In un primo momento le indagini seguono la pista del "classico" movente passionale. Per cui viene passata sotto la lente degli investigatori la vita privata dello stesso Pippo Fava e dei suoi collaboratori al giornale. Successivamente alcuni pentiti del tutto squalificati indicano come esecutore del delitto un malavitoso di Adrano in provincia di Catania, Antonino Cortese, che vanta collegamenti col clan Santapaola. Rinviato a giudizio Cortese sarà prosciolto da ogni accusa. Bisognerà aspettare la metà degli anni novanta e il pentimento di Maurizio Avola, uno dei killer più efficienti e spietati della famiglia catanese di cosa nostra. Le dichiarazioni di Avola hanno consentito ai sostituti procuratori della Repubblica di Catania, Amedeo Bertone e Nicolò Marino, di fare piena luce sul mistero che ha avvolto per circa dieci anni l'assassinio di Pippo Fava. Avola indica se stesso e altri componenti del sotto gruppo di Ognina del clan Santapaola come esecutori materiali del delitto, e individua il mandante in Nitto Santapaola, capo assoluto di cosa nostra in provincia di Catania dopo la morte dello storico boss Pippo Calderone. #Insidestoryofmafia #pippofava #mafiacatania #cataniabene #nittosantapaola #mafiainside Il nostro account Facebook / carmine.sfratati Il nostro account Instagram https://www.instagram.com/carminesfra...