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Conosciamo bene la parte più settentrionale dell’Adriatico. Un mare strano, una specie di enorme golfo dove le acque sembrano stagnare, mentre in verità scopriamo che galleggiando si può raggiungere Lignano da Lecce in pochi giorni. Da una parte solo sabbia, con una profondità di pochi centimetri per tantissimi chilometri, ha regalato alle principali località balneari l’opportunità di ospitare turisti “bagnanti” anche se non hanno mai imparato a nuotare. Dall’altra, da Monfalcone in poi, tutta roccia, scogli che se regalano fondali incredibilmente pieni di vita, l’opportunità di transito per navi con pescaggi enormi e l’ecosistema migliore per l’allevamento di pesci e cozze in quantità industriali, creano non pochi disagi per chi volesse prendere il sole sulla riva (i topolini a Trieste con la gente accalcata a srotolare i teli mare sui marciapiedi sono uno spettacolo quantomeno inusuale). Dove la natura non consente, l’uomo può modificare e modellare a suo piacimento, pur di ottenere un risultato che permetta lo sfruttamento della costa da parte dalla massa, però c’è modo e modo. A nord di Trieste c’è Duino-Aurisina, un comune sparso con un’estensione importante, che tra le sue quindici frazioni e località annovera il Villaggio del Pescatore, Duino con i suoi castelli e Sistiana. Complessivamente si tratta di una zona meravigliosa, offre tanti motivi per una visita, dove sono stati scoperti resti fossili di animali preistorici (per la precisione cretaceo superiore cioè settanta milioni di anni fa), con diversi porti turistici di varie dimensioni e servizi dissimili. Complessivamente i residenti sono meno di 9.000, in tutto il territorio che dopo la fine della grande guerra fu ceduto all’Italia dalla Jugoslavia e riunì cinque comuni sotto un’unica amministrazione, ma grazie alle modifiche morfologiche applicate da alcuni anni, hanno visto affiancarsi all’offerta turistica di molti alberghi, pensioni, Bed & Breakfast e campeggi, una sistemazione davvero lussuosa. Incastonata nella scogliera, tre anni or sono, fu inaugurato Portopiccolo. Rizzani de Eccher Spa, un’azienda friulana che da Cargnacco (UD) ha creato infrastrutture (ponti, strade, gallerie, ferrovie, metropolitane etc.) e costruzioni di ogni genere in tutto il mondo, insieme con altri investitori, ha realizzato il complesso che, con il nome di Portopiccolo, offre ospitalità turistica con il marina, hotel e appartamenti simili a villette a schiera che, sfruttando la conformazione della costa, tutte godono di vista mare. Lusso sfrenato con prezzi importanti per le 454 unità immobiliari che vanno dai 50 a 600 metri quadri e da 400.000 a dieci milioni di euro. Quasi tutti venduti, ma primi assegnati sono stati gli alloggi più cari. Questo ha fatto riflettere la Rizzani de Eccher che, dopo aver investito 350 milioni per la realizzazione della nuova insenatura, sta per avviare la realizzazione di un ampliamento della baia di Sistiana per ospitare imbarcazioni fino a 100 metri. Insieme con il gruppo Marriott International, uno dei colossi mondiali (controlla anche Starwood Hotels&Resort, al quale è già affiliato il Falisia Resort di Portopiccolo) avvieranno un progetto di ristrutturazione del centenario albergo di Sistiana, prevedendo il recupero integrale degli esterni e la realizzazione di suite che tra un paio d’anni rappresenterà la prima struttura alberghiera 5 stelle lusso del Friuli Venezia Giulia. La crisi ce l’ha solo chi non ha i soldi. Dall’altra parte, a sud di Trieste, un altro sviluppo turistico importante è stato avviato a Muggia: Porto San Rocco, un progetto completamente diverso, innovativo, ma destinato principalmente alla massa. Gli alloggi sono molto più piccoli, costano quindi molto meno .... WWW.EUROREGIONENEWS.EU