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#mini #cooper #minicooper 0:00 Intro 0:22 Pulsanti e tech di bordo 1:30 Layout infotainment 3:20 Radio e media 5:16 Telefono 5:42 Navigatore 7:45 ADAS 8:18 Impostazioni vettura 10:16 Impostazioni infotainment 16:00 Connettività 16:50 Strumentazione 2021 come anno del cambiamento? Non esattamente, o comunque non troppo. Mini debutta con il restyling dell’iconica compatta mantenendone intatte proporzioni e stilemi, rinfrescandola e portandola al passo coi tempi a livello di sicurezza, tecnologia e qualità. In questa prova la Cooper S, con il 2.0 benzina da 180 cv. L’icona Mini è visibilmente cambiata, ma per fortuna non è stata stravolta. Certo, i paraurti sono incattiviti, complice l’allestimento John Cooper Works, e nel posteriore si trovano uno splitter ed uno spoiler importanti. Ma le caratteristiche di personalità della Mini ci sono ancora tutte, a renderla sempre immediatamente riconoscibile nei decenni e attraverso le varie generazioni: i Full LED anteriori circolari disponibili ora su tutte le versioni, i fari posteriori che richiamano la Union Jack britannica ed anche la famosa presa d’aria sul cofano motore. In più i fendinebbia ora sono integrati e nella versione in prova è tutto più aggressivo, con due cannoncini centrali posteriori, i cerchi da 18” Course Spoke e la verniciatura Midnight Black, optional da €600. Le proporzioni immutate della Mini 2021 sono accompagnate da 3,98 m di lunghezza, 1,73 m di larghezza ed 1,43 m di altezza, con un baule dalla capacità di carico di 280 litri che, abbattendo il divanetto posteriore, salgono a 940. La personalità di un’auto così iconica deve renderla riconoscibile al primo sguardo esternamente, ma anche e soprattutto da chi la guida, i milioni di appassionati della storia di questo modello sin dal 1959. Nell’abitacolo viene mantenuta la predominanza delle forme circolari: il volante perfettamente tondo è nuovo, razionalizzato grazie alla pulsantiera dal feedback graduale; l’alloggiamento del cambio è tondo anch’esso, a riprendere il grande ring illuminato dove alloggia l’infotainment. Ovali sono invece la strumentazione digitale ed il selettore del cambio. Colpisce sempre nelle nuove Mini la presenza di pulsanti alti e bassi in pieno stile aeronautico e dal feeling ottimo, cromati come sui vecchi caccia inglesi per controllare plafoniera, accendere la vettura e disattivare i vari sistemi. Le bocchette e la plancia sono state infine riviste in funzione di una maggiore tridimensionalità estetica. I materiali dell’abitacolo sono morbidi e di buona qualità, come le plastiche nella parte alta ed i sedili in rivestimento dinamico e pelle: sono davvero avvolgenti ed insieme all’assetto della Mini fanno sentire in una sportiva. La posizione generale di guida è però meno corsaiola che, ad esempio, sulla cugina bavarese Serie 1. Se non siete mai saliti sulla Mini, dovrete fare l’abitudine alle linee esterne molto originali che però rendono il parabrezza un po’ curvo e nascosto dallo specchietto, ed il lunotto un po’ sacrificato. Bisognerà usare spesso la retrocamera di parcheggio dall’ottima risoluzione. Lo spazio dietro è più che sufficiente per soli due passeggeri, con materiali e design che richiamano l’anteriore ed una panca dalla seduta regolare. Le informazioni e le strumentazioni della nuova Mini sono interamente digitali: dietro il volante come detto un cluster ovale da 5” molto semplice e ben leggibile nell’utilizzo quotidiano. Al centro della plancia il ring che incornicia l’infotainment rettangolare da 8,8”: un sistema operativo fluido e veloce, controllabile a sfioramento o con la pulsantiera sul tunnel centrale, completato dalla presenza di navigatore, connettività per gli smartphone ed informazioni live sul traffico integrate. Gli ADAS comprendono invece il cruise control con funzione stop&go, il rilevamento dei pedoni, il sistema anticollisione, i sensori per la pressione degli pneumatici, la retrocamera ed i sensori posteriori. La gamma Mini è piuttosto ricca, sebbene offra unicamente varianti benzina o elettrica. Si parte dalla One per neopatentati, equipaggiata con un 1.5 3 cilindri da 75 cv, che crescono a 102 sulla One “classica” e a 136 cv per la Mini Cooper. Unicamente in declinazione 3 porte sono invece offerte la elettrica da 135 kW, circa 185 cv, capace di percorrere 260 km con un pieno di energia, e la John Cooper Works: una bomba ad orologeria che sprigiona 231 cv con il suo 2.0 4 cilindri. Sempre 2.0, sempre 4 cilindri ma con un cavallaggio di 180 è il motore montato sulla versione provata da noi: brioso e sempre pronto, invoglia tantissimo ad affondare il piede sul pedale destro. We Drive Contacts: E-Mail: redazione@wedrive.tv Facebook: / wedrive.tv Instagram: https://www.instagram.com@wedrive.tv Spotify: https://open.spotify.com/show/6aimMnG... TikTok: / wedrive.tv Website: https://www.wedrive.tv Twitter: / wedrivetv Grazie a Mini Ultramotor.