У нас вы можете посмотреть бесплатно Emilio Livi e Trio Lescano - Fascino slow (con testo) или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
EMILIO LIVI e TRIO LESCANO - FASCINO SLOW; di A Derevitzski - M. Galdieri; 1937; Orchestra Cetra diretta dal Maestro Pippo Barzizza; Parlophon GP 92190; dalla rivista " E se ti dice va', tranquillo va' ". TESTO DELLA CANZONE E BIOGRAFIA DEGLI INTERPRETI : TESTO: Chi t'affascina? Chi di noi sa destarti nel cuore la febbre d'amor? Chi tu ammiri? Chi più sospiri? Chi t'affascina è la donna morbosa, fatale che sa fare al cuor tanto male. È quella bambola che sembra un fior di purezza o quella femmina che è un'ora sol d'ebrezza. Chi t'affascina? Quante donne, divine chimere, che sono piacer e dolor! La bocca più pallida e stanca diventa una rossa ferita di cui per miracolo fluisce la vita. Le labbra dipinte e ritinte e al canto si schiudono uomo soltanto per te. Chi t'affascina? Chi di noi sa destarti nel cuore la febbre d'amor? Chi tu ammiri? Chi più sospiri? Chi t'affascina è la donna morbosa e fatale che sa fare al cuor tanto male. È quella bambola che sembra un fior di purezza o quella femmina che è un'ora sol d'ebrezza. Chi t'affascina? Quante donne, divine chimere, che sono piacer e dolor BIOGRAFIA di EMILIO LIVI (da Wikipedia): Emilio Livi (Firenze, 1902 -- Buenos Aires, 1973) è stato un cantante italiano. Dotato di una voce da tenore leggero, ebbe maggior notorietà nel 1937, quando incise con il Trio Lescano e l'orchestra Barzizza, le canzoni Non dimenticar le mie parole (lato B di Fascino slow) e Tu che mi fai piangere, tratta dalla colonna sonora del film Questi ragazzi. Tra i suoi altri successi, incisi per la Parlophon e per la Grammofono, si ricordano: Azar, Bambola, Buonanotte amore, Canto del pellegrino, Chi siete, Fascino, Gioventù, Io la notte non posso dormire, Ladra, La vera stella sei tu, Luna malinconica, Luna sul mare, Maschera sperduta, Mirella, No, io non piango per te, Nostalgia, Portami tante rose, Sei tu la mia visione, Serenata medioevale, Sonia, Strada bianca, Torna piccina, Vipera, Vivere, Tentazione e Terra dei sogni. Nel dopoguerra continuò l'attività in America Latina, incidendo per l'RCA Victor. BIOGRAFIA del TRIO LESCANO (riduz. da Wikipedia e "Ricordando il Trio Lescano"): Il trio Lescano fu un gruppo vocale femminile di origine nederlandese-ungherese di lingua italiana, originariamente composto dalle sorelle Alexandrina Eveline "Alessandra" (Gouda, 29 luglio 1910 – Fidenza, 1º febbraio 1987), Judik "Giuditta" (L'Aia, 8 agosto 1913 – ?) e Catharina Matje "Caterinetta" (L'Aia, 23 novembre 1919 – Caracas, 3 ottobre 1965) Leschan. Il nome Lescano è dato appunto dall'italianizzazione del cognome delle tre cantanti. Fu attivo, nella citata formazione, tra circa il 1936 e il 1943; nel 1946 Catharina Matje lasciò il gruppo e fu sostituita da Maria Bria (Torino, 28 marzo 1925). Gli anni fra il 1939 e il 1941 furono fondamentali nella loro storia: la popolarità era cresciuta tanto che vennero chiamate a inaugurare le trasmissioni sperimentali della "radiovisione", la futura televisione. Nel 1940 apparvero con un numero musicale (Oh! Ma-ma!) nel film diretto da Giacomo Gentilomo e dedicato all'EIAR Ecco la radio!. Il 30 marzo 1942, su proposta di Benito Mussolini, Vittorio Emanuele III concesse loro la cittadinanza italiana e la notizia - nonostante le angustie dovute al periodo bellico - ebbe grande risonanza sui quotidiani che per loro - come è stato ricordato nello spettacolo Non ce ne importa niente delle Sorelle Marinetti - avevano coniato definizioni come Le tre grazie del microfono, Il fenomeno del secolo, Le sorelle che realizzano il mistero della trinità celeste. La loro peculiarità consisteva nel saper eccellere in tutti i generi di canzoni – swingate, allegre, romantiche o esotiche – e in tutti i ritmi con cui si cimentavano: fox-trot, slow, valzer, tango, rumba… Quando venne loro concesso di farlo, sfoggiarono persino un notevole estro jazzistico. Dopo la fine dell’immane tragedia provocata dalla Seconda Guerra Mondiale, tentarono di ritrovare in Italia la popolarità di un tempo, ma invano. Con una nuova formazione si trasferirono allora in Sudamerica, dove la loro carriera, dopo il successo iniziale, si concluse in breve tempo col triste ritorno all’anonimato.