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POCHI LETTORI, TROPPE SPESE: LA CRISI DELLE EDICOLE DI QUARTIERE L’edicola del quartiere Isola Saloni chiuderà a fine mese il servizio di distribuzione dei giornali, mantenendo solo l’attività di tabaccheria e la vendita di altri prodotti. Questa decisione nasce dall’insostenibilità dell’impegno legato ai quotidiani: pochi clienti, alti costi e complessità nella gestione delle rese. Un problema non isolato: la tabaccheria della Tombola ha già abbandonato la vendita di giornali, e negli ultimi 3-4 anni almeno una decina di edicole hanno chiuso definitivamente in città. Il fenomeno riflette un cambiamento culturale: nell’era di tablet e smartphone, i quotidiani cartacei sono sempre meno richiesti. Episodi emblematici come quello della scuola alberghiera dell’Isola dell’Unione, che ha smesso di ricevere i giornali perché nessuno li leggeva o li portava a casa, sottolineano questa tendenza. Anche in famiglia la situazione è evidente: anni fa, in una chat scolastica, fu richiesto un quotidiano (anche vecchio) per un’attività didattica, ma nessuno dei genitori ne possedeva uno. Lo Stato continua a sovvenzionare molte testate giornalistiche, ma il numero reale di copie acquistate è spesso inferiore a quello dichiarato. Mentre il digitale prende piede, cresce il timore che sempre più lettori si limitino a titoli, immagini e video, rinunciando all’approfondimento. Questa trasformazione rappresenta un’evoluzione o un’involuzione? Personalmente, la considero un’involuzione culturale.