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dal libro ORCHIDEE, STORIE & PERSONAGGI, 4° edizione, pag 572, € 25 acquistabile da www.orchideria.it o amazon: Spruzzature Spruzzare significa bagnare foglie e fiori evitando di bagnare i vasi, si può spruzzare in inverno per aumentare l’umidità ed in estate per abbassare la temperatura. In inverno è importante che a sera l’acqua delle spruzzature sia completamente evaporata, con le notti lunghe è bene non arrivare a sera con le foglie bagnate perché l’acqua che ristagna sulle foglie facilita la germinazione di spore e batteri. In estate per abbassare la temperatura è utile spruzzare frequentemente, per quelle all’esterno oltre a spruzzare le piante è bene bagnare i pavimenti e tutto quello che si può bagnare, l’evaporazione abbassa rapidamente la temperatura e le piante ve ne saranno grate. Una quarantina d’anni fa, prima che venissero di moda le Phalaenopsis, le orchidee più vendute erano i fiori recisi di Cymbidium ed io per parecchi anni ne ho coltivati moltissimi e li vendevo al mercato dei fiori di Milano. In inverno li coltivavamo in serra con temperature notturne di 10° e a fine marzo-inizio aprile li portavamo all’esterno in pieno sole protetti solo da una rete antigrandine, c’era un impianto di spruzzini che spruzzava acqua per 10 secondi ogni 20 minuti, ricordo che nelle giornate più calde, subito dopo le spruzzature c’era un microclima perfetto e gradevolissimo perché l’evaporazione abbassava di molti gradi la temperatura. Con una piccola spesa potete fare un piccolo impianto del genere, se decidete di farlo fate in modo che il tubo che porta l’acqua agli spruzzini non sia al sole altrimenti l’acqua sarà surriscaldata. Ventilazione. Una leggera ventilazione è un altro accorgimento che farà felici le vostre piante. D’estate il problema non si pone, ma in inverno quando si tengono le finestre chiuse si può posizionare vicino alle piante un ventilatore, se avete poche piante va bene un ventilatorino da computer, costa poco, consuma pochissimo e non si ferma mai. È una piccola spesa che però vi eviterà un sacco di problemi, le piante cresceranno meglio e avrete molte meno patologie dovute a funghi e batteri. Non dovete creare vento, il ventilatore deve solo muovere l’aria evitando zone di aria stagnante. Portare le piante all’aperto nella bella stagione. Chi ha un giardino o comunque la possibilità durante l’estate può portare le piante all’aperto*. Per capire quand’è il momento giusto per portarle all’esterno, poiché le stagioni non sono sempre uguali ed il clima varia molto da Aosta a Palermo, il sistema più pratico è di regolarsi con i vestiti**: quando si ripone il cappotto nell’armadio è ora di portare fuori le orchidee da freddo, quando si mette il maglione nell’armadio è la volta di quelle da temperato, quando poi la sera si esce solo con la camicia si possono portare all’aperto quelle da caldo come le Phalaenopsis. *Il soggiorno estivo all’esterno è molto gradito per la maggior parte delle orchidee, come scrive Adelindo di Roma nella sua bellissima intervista “Ci sono piante che, a fine marzo, sembrano voler uscire dalla serra a tutti i costi, anche camminando sulle radici”. **Questa regola va bene per persone normali, ad esempio il mio ex consuocero deve avere dei cromosomi da esquimese, non l’ho mai visto col cappotto, quando fa un gran freddo al massimo mette un maglione. Le Phalaenopsis, quando si portano all’esterno vanno riparate dagli acquazzoni, eventuali temporali notturni riempirebbero d’acqua il “cuore” della pianta e il contemporaneo abbassamento di temperatura potrebbe portare a gravi problemi di marciumi. Se si portano all'aperto andranno sistemate in una zona dove non ristagni l'acqua, per evitare che i vasi si rovescino è meglio sistemarli nei contenitori preformati in plastica usati per il trasporto delle piante, i rivenditori ve li regaleranno volentieri, solitamente vengono buttati, sono pratici e danno stabilità evitando che ad esempio un colpo di vento rovesci le piante, nel caso questi contenitori non siano bucati provvedete facendo molti buchi in modo che l’acqua non ristagni. Le piante stanno bene abbastanza vicine tra loro è bene che le foglie si sovrappongano un pochino, non troppo. Il rientro delle piante avverrà all’inverso, ovvero, quando è ora di indossare il cappotto si rientrano le piante da freddo e così via. Prima di riportare le piante in casa o in serra, è indispensabile fare un’accurata pulizia per evitare di portare all’interno ospiti sgraditi, infatti tutti i parassiti sia animali che fungini descritti nei libri che al coltivatore casalingo sembrano esseri immaginari, all’esterno si materializzano tutti. Quindi pulite meticolosamente tutte le piante, una ad una, magari aiutandovi con un vecchio spazzolino da denti morbido. www.orchideria.it