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Anticamente la zona da noi definita bosco di Capofonte veniva chiamata bosco di San Cilino, qui infatti venne segnalata la presenza del culto cristiano ai suoi albori. Secondo la tradizione, il martire triestino Celiano o Cilino predicò in questo luogo ai tempi dell'imperatore Adriano. La boscaglia comprendeva una zona rurale e si inerpicava lungo l'erto pendio del Monte Spaccato, ricco di acque sorgive. Nella valle sottostante passava la strada che congiungeva Trieste a Corgnale, costruita dai legionari romani in epoca augustea per facilitare i collegamenti della città di Tergeste con le truppe operanti a difesa del confino orientale in Giapidia e Pannonia. I romani avevano eretto delle poderose strutture murarie di contenimento delle acque naturali e da qui partiva uno degli acquedotti che convogliavano l'acqua potabile al centro della città. Dove attualmente si trova la chiesetta dei Ss. Giovanni e Pelagio, risalente al 1338, sorgeva un luogo di culto pagano che secondo la consuetudine romana, ed anche celtica, era ubicato accanto ad una sorgente d'acqua che ancora oggi sgorga in direzione del "Capofonte". In epoca medievale numerosi furono i mercanti slavi e tedeschi diretti verso le fiere locali che percorrevano la strada situata vicino alla chiesetta. Certo e documentato è anche il passaggio di pellegrini e la presenza di un chiostro appartenente ad uno dei grandi ordini cavallereschi del medioevo i cui membri oltre ai voti monastici - celibato, povertà, obbedienza al patriarca di Gerusalemme si impegnavano a curare ed a scortare i pellegrini diretti in Terra Santa. Ricordiamo a tale proposito che durante gli scavi effettuati per il restauro della chiesetta nel 1853 fu ritrovata una croce gigliata infissa in una base di pietra risalente a quell'epoca. C'è poi un'altra suggestiva ipotesi che indica la presenza dei templari proprio in questo sito, considerato "stazione di sosta" lungo il tracciato della strada che collegava Aquileia alla Balcania ed alla Carniola, nel tratto di percorso tra Grignano e Corgnale. In un periodo successivo allo scioglimento dell'Ordine dei Templari (1312) è probabile l'insediamento dei cavalieri ospitalieri di San Giovanni Gerosolimitano che ebbero il compito primario di assistere e curare i pellegrini infermi. La chiesa di Ss. Giovanni e Pelagio restaurata nel 1992 rappresenta un gioiello storico ed un significativo richiamo alla vita e alle tradizioni plurisecolari della comunità locale. marketing