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Una produzione FSSL Compagnia di Teatro stagione teatrale 2022/2023 𝗟𝗘 𝗕𝗨𝗚𝗜𝗘 𝗖𝗢𝗡 𝗟𝗘 𝗚𝗔𝗠𝗕𝗘 𝗟𝗨𝗡𝗚𝗛𝗘 𝘵𝘳𝘦 𝘢𝘵𝘵𝘪 𝘪𝘱𝘰𝘤𝘳𝘪𝘵𝘪 𝘦 𝘣𝘶𝘨𝘪𝘢𝘳𝘥𝘪 di 𝗘𝗱𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼 regia di Domenico Palmiero con Domenico Palmiero, Daniela Merenda, Rosaria Salzano, Nancy Di Maio, Salvatore Cembrola, Michele Cupito, Santo Catalano, Nancy Di Maio, Nunzia d'Aiello, Antonio Aversano, Iris Golino, Chiara Pioggiarella, Rosanna Ambrosio, Michele Sparaco, Mario De Nardo, Giovanni Del Prete, Davide Stefanelli, Biagio Pastore assistente alla regia | Giovanni Del Prete, Gianni Musone scenografia | Liceo Artistico San Leucio direttrice di scena | Chiara Pioggiarella direttori di produzione | Nunzio Tedesco, Mattia Serino datore audio e luci | Francesca Raucci, Daniele Barba costumi | Dalila d'Aiello parrucco | Pamela d'Aiello trucco | Maria Palmiero trasporti | Pasquale Del Prete 𝐋𝐄 𝐁𝐔𝐆𝐈𝐄 𝐂𝐎𝐍 𝐋𝐄 𝐆𝐀𝐌𝐁𝐄 𝐋𝐔𝐍𝐆𝐇𝐄 𝘯𝘰𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘳𝘦𝘨𝘪𝘢 Eduardo scrive "Le bugie" nel 1946 prigioniero di preoccupazioni e ansie per Filumena Marturano. Questa commedia, infatti, sarebbe dovuta andare in scena per sostituire Filumena che, secondo Eduardo, era destinata al sicuro insuccesso di pubblico e critica. Fortunatamente "Le bugie" dovrà attendere due anni per andare in scena. Eduardo capovolge il proverbio popolare e ci racconta di bugie che, contrariamente a quelle dette dai bambini, innalzano l'impalcatura della società con il rischio che tutto possa crollare in un attimo. Le bugie con le gambe lunghe sono quelle dei grandi, quelle che non vengono smentite e che, col passare del tempo, diventano verità. Attorno a questa attenta analisi, Eduardo tesse le storie dei protagonisti della commedia con un'acuta comicità e facendole camminare tutte su binari parralleli che s'incontreranno, alla fine del terzo atto, in un'unica stazione dove ad attenderli c'è Libero Incoronato; personaggio / pubblico che durante tutta la commedia osserva, si lascia immischiare in varie vicissitudini ma poi alla fine, con fare provocatorio, lascia tutti difronte alla propria ipocrisia. E' stato interessante vedere come Eduardo abbia ambientato questa storia in uno dei prefabbricati di cemento armato che invasero l'Italia e la Napoli del dopoguerra dando così l'avvio a quella che per anni è stata la speculazione edilizia per la quale si attenderà fino al 1962 un primo intervento da parte dello Stato Italiano con il disegno di legge sul "regime dei suoli" che ebbe uno scarso successo. (L'argomento interesserà Franco Rosi che ne parlerà nel suo film Mani sulla città, Italo Calvino, Walter Siti e altri scrittori e registi italiani.) Il filo sottile con il quale Eduardo lega la società che si sta andando a formare con questi enormi palazzi senza alcun decoro, senza luce, ammassati l'un l'altro, per questa messinscena diventa il perno centrale attorno al quale si svilupperà tutto lo spettacolo. I personaggi di questa commedia sono di facciata, nessuno è come appare. Al pari dei prefabbricati di cemento armato, tutti sono uguali, tutti sono senza alcun decoro. Tutti sono, all'interno, vuoti. Tutti mandano avanti il presente su delle bugie con le gambe lunghe. I vestiti sfarzosi che loro indossano potrebbero essere sporcati dalla polvere e dai calcinacci a seguito di una piccola scossa di terreremoto che potrebbe far crollare tutta l'impalcatura che loro stessi, grazie alle proprie ipocrisie e bugie, hanno innalzato. Tutti corrono il pericolo... ma a nessuno conviene parlare. Domenico Palmiero