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Dal 12 novembre l'asilo nido “Ambarabàciccìcoccò” di Soci, comune di Bibbiena, è chiuso. Da quando è stato teatro di una tragedia immane. Nel resede della scuola è morto il piccolo Leo, poco più di due anni, rimasti intrappolato con il suo giubbotto in un arbusto che si trova nel resede. Le famiglie dei bambini che frequentano l'asilo, oltre 50, ieri sono scese in piazza a Bibbiena. Il disagio, le difficoltà economiche e il vuoto educativo per i loro bambini, non sono più tollerabili. “Non chiediamo il dissequestro dell'asilo, perché sappiamo che è legato a tempi che nessuno può modificare – racconta una mamma - c'è in corso un'indagine che giustamente deve fare il suo corso. Noi chiediamo delle sedi alternative o comunque una soluzione al problema. Almeno essere presi in carico, cosa che non è stata fatta in questi tre mesi. Quindi anche semplicemente sedersi a un tavolo e poterne parlare per noi sarebbe molto importante”. I genitori chiedono ascolto, ma anche risposte alle istituzioni. In questi mesi le famiglie si sono organizzate sconvolgendo dinamiche familiari e per chi non poteva farne a meno utilizzando ferie e permessi dal lavoro. Ma adesso la situazione è diventata insostenibile. Non si può scegliere tra lavorare o fare la mamma, come racconta un'artigiana con tre figli. “Io sono un'artigiana e con loro tre non è facile fare tutto, sto facendo orari disumani, o lavoro di notte o non lavoro più – racconta - non ho aiuti, non ho i nonni che mi danno una mano. La settimana scorsa mio figlio più grande ha fatto tre giorni di ritardo a scuola, non si può andare avanti così”. E poi c'è il vuoto educativo che questi bambini stanno vivendo. “Dobbiamo restituire ai nostri bambini quel progetto educativo che stavano seguendo – racconta un altro genitore - sono stati strappati all'improvviso da quel nido e non sono stati più insieme ai loro pari. È importantissimo per queste creature stare insieme ai loro coetanei, sia a livello educativo, sia a livello psicologico”. Tra le misure messe in campo dall'amministrazione comunale un bonus. “Stiamo lavorando, insieme agli uffici competenti, all’introduzione di un bonus economico di sostegno alle famiglie – aveva annunciato il sindaco Filippo Vagnoli - da definire con modalità di rendicontazione delle spese sostenute per servizi di supporto alla cura dei bambini durante i mesi di chiusura”. Una soluzione tampone, secondo le famiglie, ma non certo definitiva. “Potrebbe essere sicuramente un aiuto per tante famiglie – afferma una mamma - però per noi non è la soluzione definitiva. La ripresa dell'attività educativa per noi resta la cosa più importate”. Martedì prossimo ci sarà un consigli comunale aperto sulla questione e il Comitato dei Genitori è stato convocato dalla Regione per partecipare ad un tavolo di confronto assieme al sindaco. Intanto prosegue l'inchiesta per la morte del piccolo Leo. A metà febbraio scadono i 90 giorni per il deposito dei risultati dell'autopsia. Da quel momento potrebbe profilarsi il dissequestro dell'edificio. Per la tragedia sono cinque le persone indagate. Il reato ipotizzato è quello di omicidio colposo.