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Lisa Kugeln è stata una ballerina, cantante e attrice italo-austriaca, la cui carriera si sviluppò soprattutto tra la seconda metà degli anni '50 e la fine degli anni '60. Nata e cresciuta nel Sud Tirolo, assorbì sin dall’infanzia la cultura alpina e le tradizioni locali, avvicinandosi precocemente ai balli folkloristici e allo yodel, discipline nelle quali si specializzò con naturalezza e talento. La sua indole sfrontata e indipendente le procurò non pochi problemi nel paese d’origine, Montefieno / Heuberg (oggi non più presente sulle mappe), dal quale a quanto pare, poco più che ventenne, venne allontanata da una cordata di donne del posto, intimorite dalle attenzioni costanti e fin troppo evidenti che gli uomini della valle le riservavano. Ferita nell’orgoglio ma pienamente consapevole dei propri mezzi, Lisa lasciò il paese per trasferirsi a Innsbruck, che proprio in quegli anni stava vivendo una significativa rinascita culturale. La città, sospesa tra tradizione alpina e nuove influenze urbane, rappresentò per lei un terreno fertile in cui reinventarsi. Totalmente bilingue e dalla grande avvenenza, non impiegò molto a entrare nel circuito degli spettacoli locali, esibendosi in cabaret, sale da ballo e locali frequentati da studenti e turisti. La sua presenza scenica la portò presto a partecipare anche ad alcune pellicole del filone degli Heimatfilm, genere cinematografico allora molto popolare, ambientato in contesti montani e caratterizzato da un linguaggio apparentemente casto ma attraversato da un sottotesto fortemente carnale e simbolico. È proprio all’interno di questo contesto che si colloca l’incontro artistico con Cantoscena. Una produzione austriaca, attiva ai margini del circuito ufficiale degli Heimatfilm, aveva iniziato in quegli anni a realizzare lungometraggi “paralleli”, destinati a un pubblico più di nicchia, capace di cogliere e reinterpretare in chiave esplicita ciò che il genere tradizionale lasciava solo intendere. L’operazione consisteva nel sovvertire il linguaggio casto degli Heimatfilm, portandone alla luce il desiderio latente attraverso una messa in scena più diretta e provocatoria. L’idea era quella di utilizzare l’italiano — con il film sottotitolato in tedesco — come espediente narrativo per far passare un linguaggio volutamente esplicito, percepito come “altro” e quindi più tollerabile. Cantoscena, già conosciuta tra gli addetti ai lavori per l’audacia delle proprie produzioni e per l’uso spregiudicato della musica come elemento narrativo e sensuale, venne così contattata per la realizzazione della colonna sonora. “Yodel al ca**o” è la canzone d’apertura di “Die wilde italienerin” (L'italiana selvaggia) e accompagna la scena di presentazione del personaggio interpretato da Lisa Kugeln, una passeggiata allegra e provocatoria tra i prati alpini, in abiti succinti, mentre la protagonista viene salutata in modo caloroso ed entusiasta dagli uomini della zona. ***** ❤️ SOSTIENICI ❤️ 👉 https://tiptopjar.com/cantoscena 🎧 SPOTIFY 🎧 👉 http://bit.ly/3TwA8Ny 💿 SCARICA le TRACCE di Cantoscena 💿 👉 https://cantoscena.bandcamp.com/ / cantoscena / 61578236228975 / cantoscena77 ***** In Italia, nel mezzo secolo compreso tra la fine degli anni '30 e la fine degli anni '80, si sviluppò una scena musicale d'avanguardia di cui oggi quasi nessuno sospetta o ne ricorda l'esistenza. Questo movimento artistico, all'interno della sua ristretta cerchia era conosciuto semplicemente come Cantoscena. Vi presero parte menti visionarie, musicisti audaci, e soprattutto performer dal grande coraggio – perlopiù donne – che seppero trasformare il proprio talento artistico in voce libera, capace di cantare e raccontare l’amore come mai si era osato fare prima di allora, sfidando apertamente sia il sistema che il comune senso del pudore dell'epoca. Nel corso degli anni il potere – allarmato dalla carica eversiva che l'erotismo esplicito di questi brani portava con sé – fece di tutto per ostacolare gli artisti coinvolti, per sopprimere la diffusione dei loro testi e impedire che quelle canzoni raggiungessero il grande pubblico. Tuttavia, una scoperta insperata cambiò tutto... A Marzo del 2025, nelle soffitte di una villa sui colli senesi sono stati ritrovati alcuni bauli contenenti la discografia completa e le carte segrete di Cantoscena: vinili, nastri, video e foto d'epoca, diari personali, documenti ufficiali e appunti rimasti nascosti per decenni, al riparo da occhi e orecchie indiscrete. Ora, dopo un lungo e delicato lavoro di restauro sonoro, queste gemme musicali stanno finalmente tornando alla luce, una dopo l’altra. #Cantoscena Disclaimer: Tutti i personaggi, nomi, biografie e immagini presentati in questo progetto sono frutto di finzione narrativa e creatività artistica. Ogni somiglianza con persone esistenti o esistite è puramente casuale.