У нас вы можете посмотреть бесплатно Umberto Galimberti: "Siete schiavi di bisogni che non avete". La verità brutale sul nuovo nichilismo или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
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IL DIVULGATORE Il Prof. Umberto Galimberti è una delle figure più autorevoli del panorama culturale e filosofico contemporaneo. Filosofo, sociologo e psicoanalista di fama internazionale, è stato allievo di Karl Jaspers e professore ordinario di Filosofia della Storia presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Autore di pietre miliari del pensiero moderno come "L'ospite inquietante" e "Psiche e Techne", Galimberti ha dedicato la sua vita a decodificare l'impatto della tecnica e del mercato sull'anima umana, ricevendo prestigiosi riconoscimenti per il suo instancabile lavoro di divulgazione filosofica. IL VIDEO: DI COSA SI PARLA E PERCHÉ GUARDARLO In questo intervento lucido e tagliente, Umberto Galimberti smantella pezzo dopo pezzo le fondamenta della nostra società contemporanea. Non si tratta della solita lezione sui vizi capitali classici: Galimberti ci trascina in un viaggio che parte da Aristotele e Tommaso d'Aquino per approdare alla "psichiatrizzazione" dei comportamenti umani e alla dittatura del mercato. Perché è fondamentale guardarlo oggi? Perché siamo immersi in un sistema che non produce più beni per soddisfare bisogni, ma produce bisogni per vendere beni. Galimberti spiega come il "consumismo" e il "conformismo" siano diventati i nuovi vizi collettivi, molto più pericolosi di quelli individuali perché, se decidi di uscirne, rischi l'insignificanza sociale. A CHI È RIVOLTO Questo video è dedicato a chi avverte un senso di vuoto nonostante l'abbondanza, a chi si interroga sulla velocità insensata del cambiamento tecnologico e a chiunque voglia comprendere le dinamiche profonde che regolano i nostri acquisti, i nostri desideri e la nostra identità sociale. È un contenuto pensato per un pubblico adulto (Over 40/50) che non si accontenta di risposte superficiali. COSA IMPARERAI La metamorfosi del vizio: Come un peccato teologico è diventato prima un fattore economico e infine una patologia medica. La trappola del consumo: Perché la "crescita" è diventata un imperativo assurdo che distrugge il pianeta e l'anima. Il valore degli oggetti: La differenza tra le "cose" che hanno un'anima e una storia (Rilke) e le "pseudocose" americane fatte per essere gettate. La dittatura dell'Impersonale: Cosa significa vivere sotto il dominio del "Si dice" e del "Si fa", perdendo la propria unicità. 3️⃣ CAPITOLI / TIMESTAMP 00:00 L’origine dei vizi: Perché si chiamano "Abiti del male"? 01:05 Dalla Teologia all'Economia: Come il peccato è diventato profitto. 02:15 Passioni calde vs Passioni fredde: Il ruolo della lussuria e dell'avarizia nel mercato. 03:45 Il controllo sociale: Il passaggio dalla morale alla psichiatria. 04:55 La Storia come gestione del significato: Nulla ha un senso unico. 06:25 Vizi Individuali vs Vizi Collettivi: Perché oggi è impossibile uscirne. 07:45 Il Consumismo come nichilismo: Portare le cose al nulla il più velocemente possibile. 09:30 L'analfabetismo funzionale: Perché non capiamo più ciò che leggiamo. 11:45 La macchina delle necessità: La pubblicità e la moda come motori del vuoto. 13:15 Rilke e l'anima delle cose: Il legame perduto con gli oggetti che durano. 16:10 La confessione dell'advertiser: "Il mio lavoro è non rendervi felici". 18:25 Conformismo e l'uomo di Nietzsche: La dittatura del "Si" impersonale. 4️⃣ STRUTTURA & RIFLESSIONE FINALE Il discorso di Galimberti tocca i nervi scoperti della modernità: il nichilismo passivo e la tecnica. Attraverso l'uso del metodo scientifico applicato alla filosofia e alla sociologia, il professore analizza il caos dei valori attuali, dove l'ordine è dettato solo dal PIL e non più dall'etica. Riflessione finale: "Siamo passati da una società che possedeva le cose a una società che è posseduta dal bisogno di cambiare le cose. Ma se tutto deve diventare nulla il più velocemente possibile per far girare l'economia, cosa resta di noi quando le luci del centro commerciale si spengono?"