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Il nome – Lusérn in cimbro e Lusèrn in tedesco – ha origine verosimilmente dalla parola cimbra Laas, che ha il significato di “valico”: da qui, infatti, si passa in Valsugana. Luserna è un piccolo borgo dove storia, cultura e tradizioni si sono fuse creando un’identità solida e riconoscibile. Filo conduttore di tale identità è un’antica lingua di origine germanica, il cimbro, risalente ai primi secoli del secondo millennio e tuttora parlata quotidianamente dall’80% della popolazione, tutelata giuridicamente e riconosciuta a livello regionale e nazionale. Terra di confine già nel Medioevo, l’altipiano compreso tra i fiumi Brenta e Adige vide arrivare intorno al XIII secolo gruppi di coloni dall’area germanica. Questi diedero vita dapprima a piccole comunità rurali dedite alla pastorizia e allo sfruttamento del legname, e poi a veri e propri villaggi. Il paese è situato vicino al confine veneto, dove un tempo correva la linea di demarcazione tra Italia e Austria, su un altopiano a metà strada tra Folgaria (TN) e Asiago (VI). Luserna è sempre stata “un ponte” tra pianura e montagna, tra Veneto e Trentino Alto Adige-Südtirol, tra Italia e Austria (fino al 1918) e tra culture e lingue diverse ovvero quella italiana e quella tedesca. Molte case risalenti ai secoli precedenti hanno facciate “sasso a vista” con abbaini di diversa tipologia; anche molte scale esterne sono in pietra calcarea locale lavorata a mano mentre altre sono in legno; una ex trattoria ottocentesca ed antichi edifici con struttura architettonica con sassi a vista, sono stati trasformati in strutture ricettive o ristoranti . L’antica scuola tedesca ottocentesca è stata invece trasformata nell’attuale sede dell’Istituto Cimbro – Kulturinstitut Lusérn mentre nella zona alta del paese, in loc. Hüttn/Baiti, sono ancora presenti le antiche baite e stalle realizzate diversi secoli orsono. Un territorio dove il tempo sembra cristallizzato nel passato, non solo perché ci si parla in un idioma minoritario, ma perché i ritmi sono quelli lenti e saggi imposti dalla montagna, dove occorre prendersi tutto il tempo necessario per assaporare la bellezza di una natura incontaminata. Al centro del borgo, in piazzetta Battisti-Pill, si trova la casa museo Haus von Prükk, nata dal restauro conservativo di un’abitazione che ha mantenuto inalterate le caratteristiche di dimora contadina cimbra ottocentesca. Nella sua semplicità testimonia l’eccellente capacità costruttiva delle maestranze del luogo. L’edificio si sviluppa in due immobili distinti, su tre e quattro livelli, e gli arredi, gli abiti, gli oggetti rappresentano la memoria storica di Lusérn, alla quale appartiene anche la chiesa di Sant’Antonio da Padova, nonostante abbia solo un secolo di vita: fu inaugurata infatti nel 1922, e il campanile nel 1929, dopo la distruzione della settecentesca chiesa di Santa Giustina durante la prima guerra mondiale. (da borghipiubelliditalia.it)