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Di Marco Mascioli La violinista friulana di nascita ma americana da tanti anni, propone la sua ultima fatica discografica che s’intitola Migration Tales. Il nuovo album racconta storie di donne migranti, in due concerti a Udine e Prato Carnico. Ludovica Burtone è un’artista formata negli Stati Uniti, patria del jazz e la sua bravura l’ha vista a fianco di grandi artisti e membro delle più prestigiose orchestre internazionali. Ludovica vive e suona a New York, la megalopoli statunitense che offre infinite possibilità, ma è lontana anni luce dai nostri paesaggi e dal nostro modo di vivere. Il nuovo disco Migration Tales racconta le emozioni contrastanti, la forza e la resilienza delle donne costrette a emigrare soprattutto in un momento storico così complesso e vuole essere un tributo musicale alle esperienze delle donne immigrate. Questo progetto, un ricco mix di composizioni originali e collaborazioni, è stato concepito per esprimere le complesse emozioni, le sfide e i trionfi di coloro che attraversano più culture alla ricerca di un senso di appartenenza a una nuova casa. L'album è stato reso possibile grazie al generoso supporto della Café Royal Cultural Foundation e di New Music USA, due organizzazioni il cui impegno nella promozione dell'arte innovativa ha svolto un ruolo fondamentale nel dare vita alla visione della violinista e compositrice Ludovica Burtone. Accompagnata da un ensemble eccezionale, tra cui Milena Casado (Spagna) al flicorno, Julieta Eugenio (Argentina) al sassofono tenore, Marta Sánchez (Spagna) al pianoforte, Tyrone Allen II (USA) al basso e Jongkuk Kim (Corea del Sud) alla batteria. Ludovica Burtone presenta una registrazione illuminante che mette in mostra la sua padronanza degli idiomi jazz, classici e della world music, catturando splendidamente le storie che hanno ispirato l'album. Questo ensemble eterogeneo esemplifica il dialogo multiculturale centrale di Migration Tales. La loro collaborazione riflette i temi dell'adattamento, dell'unità e della ricerca di appartenenza, catturando efficacemente le narrazioni degli immigrati oltre i confini. Pubblicato ad aprile 2025 e realizzato con: Ludovica Burtone - violino e voce; Milena Casado – flicorno; Julieta Eugenio - sassofono tenore; Marta Sánchez – pianoforte; Tyrone Allen II – basso e Jongkuk Kim – batteria. Prodotto da Ludovica Burtone e registrato al Big Orange Sheep di Brooklyn, NY, con il tecnico del suono Michael Perez-Cisneros e Kevin Thomas, mixato e masterizzato da Dave Darlington, mentre la copertina è firmata da Riccardo Gola con fotografie di Silvia Di Natale. Nei due concerti in Friuli Venezia Giulia di quest’anno, uno al Caffè Cucigh venerdì 24 otto e l’atro nell’auditorium di Prato Carnico domenica 26 ottobre, sarà accompagnata da Alessandro Turchet al contrabbasso, Luca Colussi alla batteria e ospite straordinario il chitarrista di New York Max Light (la rivista Guitar Player lo ha definito "un chitarrista eccezionale e un improvvisatore di talento con una sete di conoscenza degna di un cervellone", ha vinto il secondo posto all'Herbie Hancock Institute of Jazz International Guitar Competition del 2019, giudicato da Pat Metheny, John Scofield, Lionel Loueke ecc.). Oltre ai due concerti dal vivo, venerdì a Udine e domenica a Parto Carnico, sabato 25 ottobre nel teatro Verdi di Gorizia, le sarà consegnato il Premio Internazionale Percoto Canta. Il premio 2025, deciso in collaborazione con l’Ente Friuli nel mondo, va a Ludovica Burtone, violinista e compositrice udinese trasferitasi da una decina d’anni a New York. Quindi un’altra occasione per presentare il suo secondo album, Migration Tales, in occasione di Go!2025, durante la finale del concorso canoro Percoto Canta che ormai è diventato un tour regionale a tutti gli effetti.