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Un video racconto di Francesco Paolucci musica originale di Luigi Tarquini ll 21 Agosto 2017è stato presentato con una passeggiata teatrale nell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio "I semi della memoria: storie dall’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio" a cura della "Libera pupazzeria" di Massimo Piunti e Silvia Di Gregorio. L’evento, promosso dalla 180 Amici L’Aquila Onlus, apre la prima serata di “Follie d’estate 2017 ” riedizione di una rassegna nata da un'idea di Giorgio Pitone nel 1986 e durata 20 anni con cui si vollero creare momenti di incontro tra coloro che venivano considerati” i matti “ e la città, ”I semi della memoria” è esito di un percorso di laboratori artistici e di creazione spettacolare,tenutosi inizialmente presso la sede di “Animammersa” e proseguito a Casematte che ha coinvolto 3 e 32 , le scuole secondarie di primo grado di Sassa e le loro famiglie, gli utenti delle associazioni che si occupano di disagio psichico e disabilità, la “180 Amici”, la “Comunità 24 Luglio” e diversi artisti aquilani e non.. A 20 anni dalla chiusura del manicomio la storia dell’ex ospedale psichiatrico non cessa di interrogarci e resta una ferita aperta nel vissuto della città dell’Aquila. . ,Attraverso un lavoro di ricerca sul territorio di testimonianze dirette (infermieri , ex utenti..) e attraverso studi e documentazioni scritte, la “Libera pupazzeria”racconta il manicomio di Collemaggio e ne fa narrazione poetica attraverso le arti figurative, il teatro e la musica: scopo del laboratorio infatti è stato provare a trasformare quello che fu luogo di contenzione e reclusione, di negazione del diritto ad essere diversi, in una fucina poetica, in un luogo di inclusione ed incontro, nel luogo delle possibilità.. Un momento quindi per riflettere e trasfigurare artisticamente il grande tema della “follia” , dell’emarginazione sociale e dell’isolamento che spesso subiscono le persone in condizione di fragilità sociale ma anche momento di riflessione politica su cosa vuol dire farsi o ricostruirsi comunità, quali sono i valori da mettere al centro e non per ultimo interrogarsi sul futuro di Collemaggio, luogo un tempo scelto per segregare ed escludere , per separare e che oggi potrebbe e dovrebbe farsi luogo di inclusione, di apertura e di confronto reale all’interno della città.