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Il Video è stato girato la mattina del 25 febbraio 2006 Costituisce la prima realizzazione video documentario sulle Gualchiere di Remole. Quella mattina Leonardo Rombai, Sergio Morozzi e Lorenzo Sanseverino avevano appuntamento con Angela del Soldato e Piero Gensini, due personaggi che avevano e hanno molto da dire sulle Gualchiere di Remole, opificio che in epoca medievale per il trattamento della lana, tra i maggiori esempi esistenti di archeologia pre-industriale d'Europa. Angela Del Soldato è la discendente della famiglia che fin dal '600 gestivano tutte le Gualchiere che si trovavano sull'Arno fino al Girone. Piero Gensini è invece un artista scultore che nel 1992 ha scelto di trasferire il proprio studio nelle abitazioni antistanti la Gualchiera che presumibilmente erano utilizzate dai lavoratori impiegati nei secoli come manodopera. Questo monumento di archeologia industriale risalente alla metà del 1300 rappresenta una testimonianza della potenza di quella pre-industria della lana che fece di Firenze la città più ricca al mondo come dimostrano gli straordinari monumenti che caratterizzano questa città finanziati appunto dall'arte della Lana: S. Miniato al Monte, la Cupola del Brunelleschi e il David di Michelangelo. Nonostante tutto questo, ancora oggi le Gualchiere di Remole sono ancora abbandonate a se stesse come questo documentario testimoniava già nel 2006 e di questo passo saranno destinate alla rovina. Purtroppo il Comune di Firenze che ne è proprietario dal 1919 non ha mai fatto nulla per recuperare questo edificio ad usi compatibili con la sua storia. Comitati e Associazioni stanno lottando affinché questo bene non finisca alienato all'asta.Si tratta di un complesso che per la presenza di due torri, l’assenza di discontinuità nella struttura muraria dell’edificio prospiciente l’Arno, e la successione seriale degli ambienti rende suggestivo ed unico. Da anni si parla di un progetto di musealizzazione, finora nemmeno avviato. Lo stato attuale del complesso è di enorme degrado. Gli ambienti del corpo turrito, anticamente destinati ad accogliere i macchinari, sono completamente in disuso e quasi impraticabili per la presenza di materiale alluvionale; rimangono utilizzati come abitazioni, il «borgo» e i piani delle torri. La mancata manutenzione del complesso ha innescato un processo di degradazione che tende ad aumentare in modo esponenziale: ostruzione delle vie di uscita dell’acqua con l’insorgere di vegetazione e accumulo di materiale alluvionale; fenomeni di infiltrazioni di acqua meteorica ; fenomeni di marcescenza delle canalizzazioni di scolo. Sulle origini del complesso sono state avanzate due tesi diverse: 1) all’origine del sito sarebbe stato un castello medievale esistente già nel X secolo (Repetti); 2) l’intero complesso sarebbe il risultato di un intervento realizzato ex novo nel XIV secolo (Salvini), a compimento dell’Opus Novarum Gualcherarum e in osservanza dei divieti imposti dagli Statuti del Comune di Firenze del 1355 che vietarono, dopo l’alluvione del 1333 che paralizzò la città e distrusse molti opifici, la costruzione sull’Arno di Gualchiere e pescaie e di mulini per 4000 braccia ad Ovest del Ponte alla Carraia e per 2000 braccia ad Est del Ponte alle Grazie. Così nel 1425 la sodatura dei panni di lana nel territorio fiorentino, avveniva tutta in impianti di proprietà degli Albizi: Remole, Rovezzano, Quintole, Girone. Gli ultimi tre si sa che furono convertiti da precedenti mulini delle Gualchiere di Remole, è possibile che fosse esistita una struttura fortificata, poi convertita a gualchiera autorizzandi l'ipotesi Repetti. Il documento più antico a noi noto sulle Gualchiere di Remole è una carta dei «Pupilli avanti il Principato» del 1425 dalla quale si apprende che in questo anno esisteva «una pila posta nelle Gualchiere di Remole sotto la torre di verso Firenze...» e «5 pile di gualchiere nella casa di Remole», di proprietà di alcuni membri della famiglia Albizzi. Con il passaggio di proprietà all’arte della Lana nel 1541 il numero delle pile rimase invariato. Nel 1610 vi fu invece un cambiamento per cui alcuni mulini furono cambiati in sede di gualchiere. Alle 12 pile esistenti ne furono aggiunte 7 tutte attive e dislocate in tutti gli ambienti ad eccezione di un vano occupato ancora da un mulino. Dopo il 1770, anno in cui il Granduca Pietro Leopoldo aboliva le corporazioni e istituiva la Camera di Commercio, per le Gualchiere di Remole e la ex corporazione della lana si presentano tempi non felici. Nel 1863, accanto alle due gualchiere all’olandese, erano presenti 13 mulini, installati per soddisfare le accresciute esigenze alimentari di Firenze divenuta capitale d’Italia. Nel 1914, anno una gualchiera venne demolita per dar luogo ad un colorificio, tutto il complesso fu acquisito dal Comune di Firenze per produrre energia elettrica. Questo piano non ebbe seguito, continuarono a funzionare i mulini. Nel 1980 terminò del tutto anche l’attività di macinatura.