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Traccia: Toujours Music di https://www.fiftysounds.com La storia di Aiello Calabro si estende da insediamenti antichi legati a Temesa (circa 550 a.C.) e include dominazioni greche, romane, saracene e bizantine. Il suo sviluppo fu segnato dall'importanza strategica del castello e da periodi di prosperità sotto gli Svevi e gli Aragonesi. La famiglia Cybo Malaspina dominò nel XVI secolo, lasciando un'importante eredità architettonica come il Palazzo Cybo Malaspina. La storia moderna è stata influenzata dal dominio francese, dall'unità d'Italia, dal brigantaggio e dai devastanti terremoti del 1638, 1783 e soprattutto del 1905. Storia antica e medievale Origini: Le prime tracce di insediamento risalgono al 550 a.C. nella zona di Valle, collegandosi alla leggendaria città di Temesa. Età bizantina: La posizione del futuro castello era già fortificata, probabilmente per difendersi dalle incursioni arabe. Periodo svevo: Sotto Federico II, Aiello conobbe un periodo di prosperità sociale e culturale. Dominio angioino: Il periodo angioino fu difficile, con il paese che si ribellò al nuovo sovrano Carlo I d'Angiò. Nel 1270, la guarnigione del castello era tra le più numerose della Calabria. Dominio aragonese: Nel 1463, Ferrante d'Aragona concesse il feudo a Ferdinando de Siscar. Questo periodo vide una rinascita economica e culturale. Età moderna Famiglia Cybo Malaspina: Nel 1574, il borgo passò alla famiglia Cybo Malaspina, periodo che vide la costruzione di importanti opere architettoniche come il Palazzo Cybo e la cappella gentilizia. Terremoto del 1638: Un violento terremoto danneggiò gravemente l'abitato. Dominio francese: Durante il periodo napoleonico, Aiello divenne capoluogo di Circondario nel 1811, unendo altri centri vicini. Unità d'Italia e nome: Nel 1864 il comune cambiò nome in "Aiello di Calabria", e poi nel 1928 in "Aiello Calabro". Storia recente Terremoto del 1905: Un altro grave terremoto distrusse gran parte dell'abitato, lasciando i segni fino a oggi. Soppressione e ricostituzione: Nel 1928, gli vennero incorporati i comuni di Cleto e Serra, che tornarono poi autonomi nel 1934 e 1937 rispettivamente. Oggi: Aiello Calabro conserva il fascino di un borgo storico, segnato da un passato importante e da una storia sismica che ha lasciato i suoi segni, ma che oggi resiste e si propone come luogo di interesse culturale e turistico. Il castello di Aiello è il castello che sovrasta il paese di Aiello Calabro La forte posizione dell'attuale castello era già stata fortificata in epoca bizantina, probabilmente per resistere alle scorrerie arabe (la vicina città marittima di Amantea fu emirato arabo tra l'846 e l'885-886 e poi nuovamente conquistata dagli arabi siciliani tra il 976 e il 1031-1032). In seguito, il castello di Aiello resisté per quattro mesi a Roberto il Guiscardo nel 1065, che perse nell'assedio due nipoti, fatti poi seppellire presso l'abbazia di Sant'Eufemia. Nel Cinquecento il castello di Aiello era uno dei più grandi e notevoli dell'Italia meridionale. Il suo progressivo abbandono fu determinato dai danni del terremoto del 1638, e da quelli ancor più gravi del terremoto del 1783, che tra l'altro uccise il castellano Giuseppe Parise. Nel 1789 il tenutario del feudo Carlo Di Tocco, duca di Popoli (cognato della legittima feudataria Maria Teresa Cybo), ordinò un inventario del castello, con l'intenzione di restaurarlo: ma la situazione si rivelò tanto disastrata che fu abbandonato ogni progetto. Il terremoto del 1905 provocò il distaccamento di blocchi della roccia del castello, che caddero sull'abitato distruggendo alcune case. Negli anni Novanta è stata avviata la pulizia dell'area del castello, altrimenti abbandonata alla vegetazione. Nel 2008 sono partiti i lavori di pavimentazione ed illuminazione della strada d'accesso, costati 240.000 euro e terminati nel 2011. Del castello oggi restano solo alcune mura perimetrali e delle torri speronate, tuttavia originariamente doveva avere una pianta trapezoidale provvista di sole due torri, rivolte ad est e a nord, perché gli altri due lati sono già naturalmente inaccessibili.