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La relazione in un paese come Villanova del Ghebbo è tutto. Lo assicura Antonio, ristoratore molto conosciuto originario dalla Calabria, da oltre quarant’anni parte della comunità. Per Antonio Villanova è prima di tutto un luogo di tranquillità e relazioni autentiche: “Io mi sono trovato bene, Da quasi 40 anni vivo e lavoro qui. La gente mi vuole bene e io voglio bene agli abitanti di Villanova”. Alla domanda su come definire i villanovesi, la risposta è semplice e diretta: “Sono bravissime persone, gentili, e mi hanno sempre aiutato”. Non manca neppure una nota di ironia: dopo tanti anni Antonio non ha ancora imparato il dialetto veneto, ma lo dice con orgoglio, rivendicando le proprie origini. “Sono un terrone e cosa ci vuoi fare!”. Il racconto però si fa più amaro quando si parla del passato economico del paese. Negli anni Ottanta Villanova era uno dei centri più importanti della zona per la produzione di calzature. “Una volta era pieno di attività, oggi è rimasto poco. Tante hanno chiuso, purtroppo”. Ci dice Tiziano ex artigiano della calzatura. La crisi del settore ha segnato profondamente la comunità: “A mezzogiorno c’erano trenta biciclette fuori dalle fabbriche, adesso non c’è più nessuno”, spiega Gianfranco commerciante ambulante da 34 anni nella piazza di Villanova. LEGGI L'ARTICOLO AL LINK QUI SOTTO https://www.polesine24.it/cronaca/202... ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Resta in contatto e seguici sui nostri canali social YOUTUTBE https://bit.ly/3l1EL0H FACEBOOK / lavocedirovigo INSTAGRAM / vocedirovigo TWITTER / lavocedirovigo