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Il complesso è situato a 335 m s.l.m. in un luogo solitario, distante dal centro abitato di Borzonasca all'incirca tre chilometri. La storia sulla sua fondazione è ancora oggi incerta, poiché non esistono date certe sugli avvenimenti storici. Secondo alcune testimonianze la chiesa e il monastero furono costruiti per volere del re longobardo Liutprando tra il 712 e il 714, con annessa residenza regia, in sostituzione della fortezza eretta dai Bizantini nel VI secolo, ormai in decadenza. Essa fu dapprima dedicata a san Giorgio. Due documenti attesterebbero la presenza di un nucleo monastico a Borzone di antica data da parte dei monaci dell'abbazia di San Colombano di Bobbio: il primo è del 774 in cui Carlo Magno delimitando la giurisdizione del monastero di Bobbio cita Borzone (Bresone), e il secondo è del 972 in cui Ottone I riconferma la giurisdizione di Bobbio citando espressamente "il monastero e la villa di Borzono". Nel XII secolo fu sottoposto alla giurisdizione dell'abate del monastero di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia, fino al successivo passaggio nel 1128 al vescovo di Genova. Il megalite fu riscoperto durante un sopralluogo del comune per la costruzione della strada carrozzabile nel gennaio 1965. Il ritrovamento, ad opera dell'assessore Armando Giuliani, fu ripreso e documentato dal Corriere Mercantile, attirando l'attenzione degli archeologi. Con i suoi sette metri d'altezza per quattro di larghezza, sarebbe la scultura rupestre più grande d'Europa. Vista l'assenza di studi sistematici sul reperto, la datazione è comunque oggetto di varie ipotesi. Le prime, lo fanno risalire fra il paleolitico superiore (fra i 20.000 a 12.000 anni fa) e il Neolitico (fra i 10.000 e i 3.500 anni fa). Uno studio del 2015, ha invece postulato origini altomedievali, rilevando somiglianze fisionomiche col volto della Sindone di Torino e proponendo il nome di Sindone di pietra.[5] Secondo questa teoria l'incisione sarebbe opera dei monaci Benedettini della vicina abbazia di Sant'Andrea di Borzone, importante e diretta emanazione dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, luogo cruciale dell'alto medioevo italiano. I monaci potrebbero aver scolpito il volto a causa di un voto per la conversione al Cristianesimo degli abitanti della valle del Penna, ciò spiegherebbe il fatto che il volto è rivolto verso la valle mentre dà le spalle all'abbazia; una tradizione locale afferma, inoltre, che una volta all'anno i monaci si recassero davanti alla scultura per venerarla.