У нас вы можете посмотреть бесплатно Apertura giubileo francescano a Palestrina a 800 anni dalla morte di San Francesco или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
Palestrina (Rm): nel tardo pomeriggio di sabato 31 gennaio 2026, nella chiesa di San Francesco, l'Ordine Francescano Secolare e la parrocchia della Santissima Annunziata hanno dato avvio all'Ottavo Centenario dalla morte di San Francesco d'Assisi. In questo uniti spiritualmente a Papa Leone XIV, che lo scorso 7 gennaio nella lettera indirizzata ai Ministri Generali della Conferenza della Famiglia Francescana ha scritto: "Nel ricordare la significativa ricorrenza dell’VIII Centenario del suo Transito, desidero unirmi spiritualmente all’intera Famiglia Francescana e a quanti prenderanno parte alle manifestazioni commemorative, auspicando che il messaggio di pace possa trovare eco profonda nell’oggi della Chiesa e della società". A presiedere l'apertura fra Tommaso Proietti o.f.m., cappellano al Policlinico Universitario "A.Gemelli" ed accompagnatore di gruppi di pellegrini in Terra Santa. Questa apertura giubilare è avvenuta sotto la protezione di una reliquia del Santo Assisiate e la simbologia della lucerna a tre becchi dai quali si alzavano altrettante fiammelle, a significare i tre ordini fondati dallo stesso San Francesco: i Frati Minori; le Clarisse ed il Terzo Ordine Francescano. Momento conclusivo, prima della benedizione solenne, è stata la recita comunitaria nella cappella di San Francesco nella chiesa palestrinese a lui dedicata, della preghiera che Papa Leone XIV ha composto proprio per questo Ottavo Centenario dalla Morte del Padre Serafico. A livello storico la venerazione per San Francesco a Palestrina risale alla seconda metà del Duecento, alla beata Margherita Colonna, sorella di Giovanni, signore della città e fratello del cardinale Giacomo. "Suggestionata da una visione in cui le appare per la prima volta San Francesco, Margherita si legge nel volume "I Colonna", curato da Prospero Colonna nel 2010 abbandona l'abito secolare per il saio. Nella Vita I si racconta della visione: appare un predicatore, San Francesco, il quale ripete le parole del Vangelo "se uno vuole venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua". Margherita gli si avvicina e riceve una croce, la quale incomincia a penetrarle nel petto fino a scomparire". Sarebbe, quindi, da questa visione che Margherita fa la propria rivoluzionaria scelta di vita e comincia a vivere in una comunità da lei fondata sul Monte di Palestrina, attuale Castel San Pietro Romano, ispirata alla regola di Santa Chiara, ma senza la clausura per privilegiare la carità, la cura ed il sostegno ai poveri ed agli infermi di Palestrina e dintorni. I Frati Minori arrivano a Palestrina nel 1495. Il Petrini nelle sue "Memorie Prenestine", stampate nel 1795, scrive all'anno 1504 che "La Chiesa di S. Francesco fabbricata l’anno 1495 , e data in cura ai Frati Minori, fu consacrata dal nostro Vescovo Cardinal Antoniotto Pallavicini nei giorno quattordici di aprile dell’anno presente; e questa notizia risulta combinando un frammento d’ iscrizione poco fa esistente in détta Chiesa (a), coll’uso che hanno quei Religiosi, di celebrarne la Sagra annualmente nel giorno indicato". Il Terz'Ordine Francescano, formato da religiosi e laici devoti che vogliono vivere nella vita quotidiana secondo l'ispirazione del Padre Serafico, (nome noto fu Papa Giovanni XXIII nel Novecento) arrivò a Palestrina nel 1569, quando il vescovo prenestino, il cardinale Cristoforo Madruzzo, gli concesse il 19 settembre di quell'anno un piccolo convento nei pressi della chiesa di Santa Lucia, avendo i due sacerdoti che ne avevano la cura, rinunciato. "e fu da questi Religiosi quasi di nuovo fabbricata coll’elemosine offerte ad una Immagine della B. Vergine detta del Moro ivi trasportata" riferisce il Petrini nelle sue "Memorie Prenestine" del 1795. Paolo Schiavella