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AULA, Seduta 381 - Approvate misure per contrastare violenza verso professionisti sanitari Presidente, anch'io sento il dovere di affrontare questa realtà particolarmente dolorosa per me, perché riguarda la mia città, Napoli, ma credo che sia un allarme che riguarda tutti. In questo mese di novembre, orribile per la nostra città, per Napoli, hanno infatti perso la vita tre ragazzi giovanissimi a causa di colpi di pistola sparati da loro coetanei. L'aumento della delinquenza minorile nelle nostre città non è un fenomeno che è nato dal nulla, non nasce e non può morire a Caivano, come forse vorrebbe far credere questo Governo, ma è una piaga radicata nel disagio e nella mancanza di opportunità. Gli episodi recenti di Napoli non sono che l'ultimo segnale d'allarme di un problema più profondo, che pretende il nostro impegno e soprattutto risposte diametralmente opposte a quelle messe in campo da questo Governo. Le radici di questo disagio sono chiare: sono le famiglie in difficoltà, che vivono di espedienti; è una scuola pubblica, che ogni giorno subisce tagli devastanti. Come possiamo chiedere ai nostri giovani di costruire il loro futuro quando intorno a loro vedono solo insicurezza e privazione? Quando una famiglia non ha una base economica minima, lottare per i bisogni essenziali diventa una sfida quotidiana e i ragazzi crescono in un clima di esclusione e disperazione. Questo li spinge a percorrere strade pericolose, perché non hanno scelta, non ne hanno altre. A peggiorare la situazione c'è uno smantellamento, da un lato, del nostro sistema educativo e, dall'altro, dei sostegni economici concreti, come era stato, ad esempio, il reddito di cittadinanza. Una scuola sottofinanziata è una porta chiusa in faccia ai nostri ragazzi: classi sovraffollate; insegnanti insufficienti, in molti casi con contratti precari; il tutto in strutture fatiscenti. Tutto questo non è solo meno istruzione, ma meno speranza. La scuola è l'ultima barriera contro la devianza giovanile, l'ultima possibilità di costruire una comunità inclusiva. Eppure, stiamo distruggendo anche questa barriera, mentre l'abolizione del reddito di cittadinanza è stato un errore. L'avevamo detto e così si sta dimostrando, ma era facile prevederlo: si è tolto a tanti, a troppe persone in difficoltà il segno tangibile della presenza dell'aiuto dello Stato. Questo non può che alimentare sfiducia, disgregazione sociale e devianza criminale. Rispondere a questi problemi con la repressione non è una soluzione. Criminalizzare i giovani senza affrontare le cause profonde significa spingerli sempre di più verso il baratro dell'esclusione e del fallimento. Le misure carcerarie non risolvono il problema, anzi rischiano di trasformare le nostre carceri in trappole di alienazione e in moltiplicatore di devianza. Chiediamo al Governo di cambiare rotta. Chiediamo al Governo Meloni e a tutte le istituzioni di investire nelle nostre comunità, nei servizi sociali e nella scuola, non solo per prevenire, ma per dare ai nostri giovani alternative concrete. È ora di smettere di considerare la scuola e il come costi da tagliare.