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dal libro ORCHIDEE, STORIE & PERSONAGGI, 4° edizione, pag 572, € 30 acquistabile da www.orchideria.it, è solo la parte iniziale perchè qui cè il limite di 5.000 caratteri: LA SERRA Queste sono mie considerazioni a seguito di più di 50 anni di coltivazione in serra, probabilmente qualcuno avrà idee diverse. Come già detto sono convinto che per gli appassionati la coltivazione delle orchidee dia una gioia così grande da avere benefici effetti sull’umore e sulla salute ed allunga la vita, come dice un’appassionata “sono una medicina per l’anima” ma ha anche riflessi positivi sulla nostra salute. Conosco persone che sono felici con 3 piante di Phalaenopsis sul davanzale ed altre che perdono il senso della misura, diventano insaziabili, collezionisti sfrenati, hanno orchidee dappertutto che continuamente crescono di numero, ma anche di dimensione occupando sempre più spazio. A questo punto si comincia a pensare alla serra. Prima di costruirla la serra va pensata molto bene, nel 1990, quando stavo costruendo la mia casa, ho conosciuto il commendator Carlo Carmine*, un grande appassionato di piante che a Sesto San Giovanni aveva un grande giardino e 600 metri quadri di serre, piene di piante tropicali, la maggior parte orchidee, era un grande costruttore edile, ricordo che mi disse che quando costruiva i palazzi li costruiva e demoliva almeno 100 volte sulla carta perché quando poi li costruiva realmente non doveva più demolire niente. Così dev’essere per la serra. Sulla serra nella sezione I CONSIGLI DEGLI ESPERTI due bellissimi racconti sull’esperienza della serra di due grandi orchidofili: Adelindo Giuliani a pag. 585 e Giorgio Facchin a pag. 542 (....) La prime cose da pensare sono la posizione e l’orientamento. LA POSIZIONE: dev’essere il più possibile vicina all’abitazione, l’ideale è attaccata alla casa. Provate ad immaginare se piove o nevica o fa molto freddo e la serra è distante 10 o 50 metri o più, dovete mettere gli stivali, il cappotto, l’ombrello, è un fastidio, se invece la serra è attaccata alla casa è una comodità impagabile. ORIENTAMENTO: quand’ero giovane il vocabolario diceva “serra = macchina per sfruttare il sole d’inverno”, per cui la serra in inverno deve essere esposta al sole dall’alba al tramonto, una serra che non sfrutta il sole d’inverno è un controsenso*. Se la serra è ad una sola falda, questa dev’essere rivolta a sud, se è a 2 falde l’orientamento sarà nord-sud in modo d’avere una falda ad est ed una ad ovest. La differenza principale è che nelle serre ad una falda tutti i fiori saranno orientati a sud mentre in quelle a 2 falde la falda ad est avrà il sole al mattino e quella ad ovest al pomeriggio ed i fiori non saranno orientati solo a sud. (....) Come sarà la vostra serra? Certamente vi sarete già fatti un’idea, ma avrete molti dubbi, se doveste costruire una casa per la progettazione sicuramente vi rivolgereste ad un tecnico specializzato che conosce tutte le problematiche che comporta la costruzione di una casa, (anche dal punto di vista burocratico) ma per serre amatoriali a chi ci si può rivolgere? Per le serre professionali varie ditte specializzate vi offrono la serra su misura “chiavi in mano”, sia economiche che costose o ricercate esteticamente come quelle dei garden con tutte le attrezzature studiate apposta per i vari tipi di coltivazione, sono la soluzione migliore, ma le misure minime sono di qualche centinaio di metri quadri. Mentre per le piccole serre hobbistiche di una decina di metri quadri o meno non c’è quasi niente, di solito ci si rivolge ad artigiani, quasi sempre fabbri o costruttori di verande, non sono specializzati e generalmente le loro esperienze come costruttori di serre sono minime o inesistenti e non conoscono tutti i vari problemi che i professionisti hanno affrontato e risolto. Per cui l’ideazione della serra dovrete farvela da soli. Facendo ricerche nelle associazioni di appassionati di orchidee, (in Italia sono una decina) in internet, su facebook ecc. troverete diversi appassionati con una serra, andateli a trovare, generalmente sono molto disponibili, fate molte fotografie, prendete appunti, domandate come si trovano, se dovessero ricostruire la serra cosa cambierebbero, pregi e difetti, visitatene più che potete, vi farete un’idea reale delle varie problematiche, poi queste “passeggiate” hanno un altro grande vantaggio, vi faranno conoscere dal vivo altri appassionati, molto diverso dalle conoscenze virtuali su internet.