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Ci sono assenze che non passano. Non si superano. Si imparano a portare. “Graffi Dentro” non è una canzone. È memoria viva. È per chi ha perso un amico. Per chi ha perso un fratello. Per chi ha perso un padre, una madre, un pezzo di sé. Per chi fa finta di stare bene… ma dentro sente ancora quel nome che fa male. Questa è per voi. 🕊️ Per chi non può più parlare… parlo io. Se anche tu porti qualcuno nel cuore, scrivilo nei commenti. Facciamo vivere i loro nomi insieme. 🎙️ G!oker87 Super Slam Poetry Voce. Memoria. Verità. Testo 🎶 GRAFFI DENTRO “Il tempo è un ladro, ma il ricordo no.” Canzone Slam Poetry — G!oker87 Oggi non canto per fare scena… oggi canto perché mi manca l’aria. Perché certe assenze non passano. Si attaccano. Come un graffio tatuato dentro. E io… io ci vivo. Oggi voglio dedicare una canzone a tutti quegli amici che ho perso, a tutti quei parenti che ho perso, a tutte quelle persone che purtroppo non ci sono più. Ma hanno lasciato un segno che non è una ferita… è una firma sulla pelle dell’anima. Una cosa che non si cancella. A loro che nel loro tempo breve hanno riso, ballato, vissuto, sono stati felici… anche arrabbiati… perché erano veri. E noi non lo sapevamo. Non lo immaginavamo che il loro tempo si sarebbe spezzato nel nulla. Come un “ci sentiamo dopo” che non arriva più. E ti resta addosso quello che non sai spiegare… un cuore spaccato senza nessuna colpa. Perché a volte il destino non è destino… è un pugno. Mi manchi… mi mancate… e vi porto graffi dentro. Siete vento sulla pelle, siete voce nel silenzio, siete luce quando cado… e non mi arrendo. Mi manchi… mi mancate… e vi porto graffi dentro. Il tempo è un ladro… ma il ricordo no. Il ricordo resta… e mi salva. Camion. Macchina. Una corda nel collo. E un lavoro che ti porta su… ma non ti salva giù. Tre cose che non dovrebbero mai stare nella stessa frase. E invece… stanno nella mia vita. E poi c’è chi se ne va lento… chi combatte mesi, anni… con una malattia che non guarda in faccia nessuno. Ti consuma piano, ti ruba i giorni, ti spegne la voce mentre tu fai finta di essere forte. E io vi ho visti… con il sorriso addosso anche quando dentro stavate crollando. E io ci penso e mi si stringe lo stomaco, perché è assurdo che la morte arrivi così: senza avviso, senza scusa, senza pietà. Arriva. Prende. E se ne va. E tu resti con tutte le parole che non hai detto. E con quel “se” che ti mangia la testa. Eppure… se chiudo gli occhi sento ancora l’odore di quell’estate. Il rumore delle lattine aperte in fretta. Le urla per un gol sbagliato al parchetto. Quella felpa prestata e mai tornata indietro. Eravamo invincibili, cazzo. Avevamo le tasche vuote e il mondo in mano. E adesso? Adesso ho solo il vuoto in tasca… e il mondo che mi pesa sulle spalle. Fa male perché avevate ancora cose da fare, cose da vivere, cose da diventare. E io… io mi incazzo. Perché non è giusto. Mi manchi… mi mancate… e vi porto graffi dentro. Siete vento sulla pelle, siete voce nel silenzio, siete luce quando cado… e non mi arrendo. Mi manchi… mi mancate… e vi porto graffi dentro. Il tempo è un ladro… ma il ricordo no. Il ricordo resta… e mi salva. Stra… Marc… To… Giu… Lu… Gian… Non vi nomino tutto. Perché siete tanti. E perché certe assenze non si mettono in vetrina. Ma vi porto. E vi giuro… che siete luce. Anche nel buio. E sento la vostra voce che pronuncia il mio nome… quel mio soprannome detto nel vostro modo. Quel modo che non sentirò più. E mi manca… da farmi male. E sapete qual è la verità? Che certi campano cent’anni facendo schifo. Sprecando ossigeno. Sputando odio. Ridendo del dolore degli altri. E voi no. Voi no. Io lo so che non si dice. Che non è carino. Che non è “maturo”. Ma io non sto scrivendo una frase da calendario. Sto scrivendo il mio dolore. E il dolore non è educato. Il mio dolore non vuole spiegazioni religiose. Non vuole “è stato il destino”. Non vuole “è la vita”. Il mio dolore vuole che quella porta si apra. E che entriate voi… ridendo… dicendo che era tutto uno scherzo del cazzo. Mi manchi… mi mancate… e vi porto graffi dentro. Siete vento sulla pelle, siete voce nel silenzio, siete luce quando cado… e non mi arrendo. Mi manchi… mi mancate… e vi porto graffi dentro. Il tempo è un ladro… ma il ricordo no. Il ricordo resta… e mi salva. E mi sussurrate nell’orecchio… “È tutto breve. Goditi il tuo momento.” E allora io vivo. Anche quando pesa. Vivo per chi non può più correre. Urlo per chi ha perso la voce. Bevo per chi ha sete di vita. Ogni mio respiro ha dentro un pezzo del vostro. Non è un peso. È un patto. Finché io parlo di voi… voi non finite. Mai. Mai. 💡Tutti i diritti riservati – testo e musica © G!oker87 Questo contenuto è protetto da copyright. La riproduzione, copia o distribuzione senza autorizzazione è vietata. #GraffiDentro #Gjoker87 #SlamPoetryItalia #SpokenWord #PoesiaModerna #Ricordo #PerChiNonCE #EmozioniVere #VoceDellAnima #SuperSlam