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Vallemaio borgo medievale in provincia di Frosinone, situato alle pendici del Monte Maio nella "Terra di Lavoro". Fondato dai Conti di Suio intorno all'anno 1000 e legato a Montecassino, il paese ha subito varie dominazioni. Nel 1040, le prime notizie ufficiali lo menzionano nei registri dell'Abbazia di Montecassino, a cui fu sottoposto. Nel 1079 ottenne una "Chartae libertatis" che garantiva diritti avanzati ai suoi abitanti. Nel corso del Medioevo, Vallefredda (nome originario) fu coinvolta nelle contese tra Normanni e l'Impero, subendo l'attacco di Mark Vald nel XI secolo. Nel 1421 venne devastata dalle truppe di Braccio da Montone, per poi passare sotto la giurisdizione del Regno di Napoli nel 1487. Il paese mantenne il nome di Vallefredda, legato al clima freddo della zona, fino al 1932, quando assunse l'attuale denominazione di Vallemaio. La dipendenza dai monaci cassinesi cessò con la fine del regime feudale nel 1806. Durante la battaglia di Cassino (1943-1944), il paese si trovò direttamente sul fronte di guerra e venne quasi completamente distrutto, subendo gravi perdite. Per il coraggio della popolazione durante la ricostruzione, il Comune è stato decorato con la Medaglia d'argento al merito civile. Il borgo mantiene il suo impianto medievale con case arroccate e resti di torri del '400. Tra i siti di rilievo, la Chiesa dell'Annunziata (con un trittico del 1574) e la ex Chiesa del Rosario, nota per essere un raro esempio di cimitero pensile. La posizione geografica rese il paese un punto di confine strategico tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie. In seguito all'Unità d'Italia, il territorio fu interessato dal fenomeno del brigantaggio, molto diffuso in quest'area di confine montuosa. Museo delle Ombre: Ospitato in quella che è considerata l'ultima chiesa pensile d'Europa (edificata nel 1581 e restaurata dopo la guerra), il museo è dedicato alla memoria storica del paese. Porte della Conoscenza: Un percorso artistico nel centro storico composto da sette sculture a bassorilievo realizzate dagli allievi del maestro Vincenzo Bianchi.