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Dal racconto pregiato e variopinto di Guy de Maupassant (1850 -- 1893), uno sceneggiato che con la regia di Claudio Fino portò nel 1958 sotto i riflettori, una giovane Monica Vitti e il bravissimo Sergio Tofano. A quanto tramandano i dati dell'audience, allora sconosciuta, il programma andato in onda in quattro puntate dall'8 al 29 marzo sul Nazionale, unico canale, non ebbe il successo che ci si aspettava. Forse fu quell'aria di delusione morale che grava sul romanzo a non aver convinto il pubblico, ma oggi lo sceneggiato diretto con sobria eleganza e fastosi costumi da Claudio Fino, con la sceneggiatura del commediografo Nicola Manzari, merita una rilettura, anche per il valore di un cast che riesce a destreggiarsi tra i toni della pochade (il continuo gioco affettivo a squadra dei due impenitenti gaglioffi seduttori) e quello della commedia e perfino dell'operetta. Nino Besozzi è un divertente sindaco che ha sempre un alto tasso alcolico e considera un malvezzo l'uso dell'acqua minerale, come del resto il figlio demente Renzo Palmer. Ma il peggior rappresentante dei borghesi è il banchiere arido in famiglia e perfido sul lavoro, che viene recitato con spavalderia ed ambiguità da un ottimo Roldano Lupi. La sorpresa è proprio la simpatica Monica Vitti, che è Cristiana, la moglie delusa dal marito ma invaghita del giovane distinto amante Paolo Carlini, con il quale avrà un'impossibile storia d'amore, anche perchè il giovanotto deve obbedire all'ordine e corteggiare una delle timorate figlie del sindaco, una delle quali è la brava Giulia Lazzarini. Il cast è completato dal nobile pater familias Sergio Tofano e da un giovane e irrequieto Paolo Ferrari. Ottima l'ambientazione d'epoca, raffinata sia nei costumi di Gianni Villa, sia negli arredamenti dai molti tendaggi di Ludovico Muratori, nella cornice ideale di una società che scherza volentieri con la vita degli altri, tra fanciulle in fiore, banchieri, signore con l'ombrellino, in un continuo traffico di soldi e affetti equiparati dalla arguzia di uno scrittore che non fece sconti ai suoi contemporanei. Cast artistico principale: Nino Besozzi: il sindaco Oriol Giulia Lazzarini: Carlotta Oriol Maria Teresa Tosti: Luisa Oriol Paolo Carlini: Paolo di Brétigny Paolo Ferrari: Gontrano de Ravenel Sergio Tofano: Marchese de Ravenel Monica Vitti: Cristiana Roldano Lupi: Guglielmo Andermatt Renzo Palmer: Colosse Oriol Gianni Bortolotto: Barone de Polignac Franco Coop: dottor Latonne Loris Gafforio: dottor Honorat Massimo Pianforini: Ing. Aubry-Pasteur Raffaele Giangrande: il notaio Clavis Ruggero Del Fabbro: il professore storpio Adriana Serra: Madame Bonnefille Giuseppe Ciabattini: il vecchio amministratore Attilio Ortolani: il colonnello Trama: L'acqua minerale di Enval fa bene alle gastriti e alle acidità. E' diuretica, lassativa, corroborante, energetica, disinfettante, ricostituente e, in genere, efficace. Il sindaco Oriol (Nino Besozzi) invece attribuisce effetti assai più positivi al vino - specie quello delle proprie terre - così le sue due ricche figlie Carlotta (Giulia Lazzarini) e Luisa (Maria Teresa Tosti), appena uscite dal collegio, ambiscono a incontrare dei giovanotti, magari forestieri, che le salvino da una vita noiosa e puzzolente di alcool. Quando giunge in paese il banchiere Andermatt (Roldano Lupi), sposo distratto della bella Cristiana (Monica Vitti) e deciso ad aprire una nuova stazione termale sui possedimenti del sindaco, amore e affari s'intrecciano con risultati comici.