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E' un'attenzione costante quella dedicata a coloro che vivono ai margini della nostra società. Un fenomeno che interessa molte città, Arezzo non è esclusa. Monitorare queste persone è sempre difficile. Molti di loro scelgono la vita di strada e rifiutano qualsiasi tipo di aiuto. Ad Arezzo le Unità di strada contano su tre realtà: Cisom (Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta, Dog e Croce Rossa. In queste notti rigidissime si sono alternati nel servizio presidiando la città. “Sì, si tratta di senza tetto, ma anche di coloro che vivono una grave povertà – afferma Luca Norelli operatore di Dog – e situazioni di tossicodipendenza. Le scelte sono tante che portano a quella condizione. Noi grazie all'amministrazione comunale portiamo avanti questo progetto ormai da tanto tempo, collaboriamo con il tessuto sociale della città come fanno le altre associazioni e facciamo la nostra parte di monitoraggio e contatto con tutte queste persone”. In tutto sono circa 20 coloro che gravitano intorno alla città di Arezzo, in 4 o 5 sono quelli “in pianta stabile”, ma stabilire un numero è quasi impossibile. “Oggi potremmo avere persone che con un meteo del genere si riversano nei luoghi chiusi, come l'ospedale, un parcheggio, la stazione, mentre magari già con temperature più alte diventano invisibili perché si accontentano di un prato – prosegue Norelli – cercano magari una zona più ai margini della città, per molti di loro rimanere marginali è molto meglio. E' un fenomeno veramente eterogeneo, quindi stabilire dei numeri rigidi è difficile. Il monitoraggio serve proprio a questo”. Alle Unità di strada il plauso della vice sindaco di Arezzo Lucia Tanti. “Grazie alle Unita' di Strada presenti in queste notti rigidissime – afferma il vice sindaco - nonostante il sistema dell'accoglienza ad Arezzo funzioni bene, ci sono persone che per scelta rifiutano un posto caldo e un pasto sicuro scegliendo di restare fuori. Sono scelte che si possono non condividere ma che, se si limitano a questo, non si possono impedire. E' tema aperto in molte città' medie e grandi e nonostante personalmente pensi che forse servirebbero normative più' severe e meno permissive, finché' stanno cosi' le cose e' comunque doveroso rispondere anche alle esigenze di queste persone. Per questo ringrazio le Unita' di Strada, Cisom, Dog e Croce Rossa”. L'aiuto passa innanzitutto dalla fiducia. “Inizialmente ci avviciniamo – racconta un'altra operatrice dell'associazione Dog Martina Donati – poi scambiamo qualche parola, semplicemente per farci conoscere. Poi, piano piano, passando più volte, vedendoci più spesso, si crea un rapporto. A quel punto cerchiamo di creare un collegamento tra i servizi. Questo è fondamentale”. La sinergia tra tutti gli enti che si occupano della marginalità è fondamentale. “Noi ci concentriamo su un primo contatto, per l'emersione dei problemi – prosegue Luca Norelli – per poi capire come inviare le persone ai vari servizi, alle strutture. Quindi la sinergia è fondamentale, c'è bisogno di tante componenti. Il nostro ruolo in momento è quello di creare dei raccordi più rapidi, più informali anche per un'entrata magari in un dormitorio o l'accesso a un servizio e accorciare così le tempistiche di aiuto”.