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Lezione on line dell'arch. prof. Paolo Gioffreda, una rilettura della visita svolta col Centro Studi Arte Sacra il giovedì di due settimane precedente. Paolo arch. prof. Gioffreda https://www.centrostudiartesacra.it/ La basilica di San Saba è stata nel Medioevo uno dei monasteri più importanti di Roma. L’edificio sorge su un oratorio di epoca romana dedicato a santa Silvia, madre del papa Gregorio Magno, già abitato da alcuni eremiti. Le origini sono datate intorno al VIII secolo quando un gruppo di monaci orientali provenienti dal monastero di san Saba in Giudea si insedia nell’area. Nei secoli successivi si susseguono i Benedettini, i monaci di Cluny, i Cistercensi e i Canonici Regolari. L'attuale chiesa di S. Saba sorge sui resti di un precedente oratorio altomedioevale. La fondazione si fa risalire per tradizione a Gregorio I Magno (che, prima di diventare papa, avrebbe qui dimorato. In realtà è probabile che la fondazione sia da datare alla prima metà del sec. VII, quando un gruppo di monaci fuggiti da Gerusalemme in seguito all'avanzata islamica in Palestina, si insediò qui. Il monastero acquisì presto grande prestigio soprattutto per la funzione di tramite che gli demandarono i pontefici nei rapporti con l'Oriente e in missioni diplomatiche. A questa epoca la chiesa era ancora quella inferiore, riccamente decorata con affreschi oggi staccati.In epoca imprecisata il pavimento dell'oratorio e l'area limitrofa sulla destra divennero piano di posa delle sepolture dei monaci. Per questa ragione fu realizzato, circa cm. 65 più in alto, un nuovo pavimento, sopraelevando adeguatamente le strutture murarie e ridecorando le pareti con un nuovo strato di affreschi.Nel 1144 papa Lucio II (1144-1145) affidò il complesso ai cluniacensi perché vi introducessero la Riforma. Fu forse in questo periodo che si decise la ricostruzione dell'edificio nelle forme attuali.La nuova chiesa, sopraelevata e assai più ampia, fu dotata anche di un campanile; la campagna edilizia terminò nel XIII secolo con l'inserzione del portale e con la messa in opera del pavimento cosmatesco.Vari interventi sotto Pio II (1458-1464), Gregorio XIII (1572-1581) e Pio VI (1775-1799) modificarono l'aspetto medioevale della chiesa, in parte ripristinato grazie ai restauri del 1900-1901 e soprattutto del 1943 (restauro critico e non storico). L'aula benedettina ha pianta basilicale (m. 30x20), con le tre navate spartite da quattordici colonne di spoglio e terminanti in altrettante absidi; sulla sinistra si apre poi la cosiddetta quarta navata, sensibilmente più corta e larga circa quattro metri.La navata centrale, che occupa la larghezza dell'oratorio sottostante, ha una dimensione doppia rispetto a quelle laterali.L'illuminazione è data da otto finestre per lato nella navata centrale.La navata laterale destra presenta i segni tamponati di piccole finestre.Il pavimento cosmatesco appartiene probabilmente all'epoca della decorazione del portale d'ingresso (1205); esso fu manomesso e poi reintegrato (con l'eliminazione delle lastre tombali) nel 1907.Nella stessa occasione fu ricostruita al centro della navata maggiore la schola cantorum, poi ridemolita con la nuova Italia repubblicana degli anni '40; la parte frontale della schola, costituita da due grandi lastre scandite da fasce musive contenenti riquadri di porfido, è oggi addossata alla parete destra della chiesa; sull'architrave si legge: Magister Bassallectus me fecit qui sit benedictus. L'altare maggiore, il ciborio e la cattedra episcopale furono ricostruiti agli inizi del sec. XX sulla base della descrizione di Pompeo Ugonio con pezzi antichi reperiti in loco e altrove.La cattedra episcopale conserva integro il disco adorno di motivi cosmateschi a mosaici di smalto.L'abside - piuttosto alta e stretta - ebbe probabilmente in origine una decorazione a mosaico, della quale gli affreschi del 1575 ricalcano forse il soggetto. Subito sotto, sopra la cattedra, si trova un grande Crocifissione fra la Vergine e S. Giovanni dipinta nel sec. XIV (ma poi molto ritoccata nei secoli successivi).Alla navata sinistra si affianca un lungo ambiente a crociera indicato impropriamente come quarta navata, che in realtà fu probabilmente una sorta di portico (databile per le murature all'XI secolo), tramite il quale erano messi in comunicazione la chiesa e il monastero.Le tamponature dovrebbero risalire al XIII secolo, se precedono di poco gli affreschi (forse di Jacopo Torriti, o del Maestro di San Saba, di allievi della Scuola Romana del Cavallini o comunque di vari autori fra cui gli appena citati) che la ricoprono. Questi raffigurano: la Vergine con il Bambino fra i ss. Andrea e Saba (raffigura una Madonna con Bambino fiancheggiata da S.Saba; s. Gregorio Magno in trono tra due santi (uno forse è s. Benedetto); s. Nicola di Bari e le tre zitelle. www.centrostudiartesacra.it info@centrostudiartesacra.it