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Nuovamente ospite di Michele Mirabella nella trasmissione Elisir su RAI 3, la Professoressa Maria Luisa Brandi endocrinologa specializzata in patologie ossee e malattie rare, presidente dell’Osservatorio Fratture da Fragilità Italia (OFFI) e di Fondazione FIRMO, ha illustrato il ruolo del ballo nella salute fisica e mentale. La puntata del 30 gennaio 2026 ha esaminato, con approccio scientifico, le evidenze più recenti su come la danza influisca su equilibrio, massa muscolare, metabolismo e benessere psicologico, mettendo a confronto dati clinici e raccomandazioni pratiche per diverse fasce d’età. L’intervento della Professoressa Brandi ha sottolineato l’importanza di considerare il ballo non solo come attività ricreativa ma come strumento di prevenzione e riabilitazione, soprattutto nelle persone a rischio di fragilità ossea, integrando aspetti fisiologici, metabolici e psicosociali. Il ballo rappresenta un’attività fisica completa con effetti quantificabili su equilibrio, forza muscolare, metabolismo e stato emotivo. Una forma di esercizio fisico strutturata: movimenti ritmici, variazione di intensità e lavoro coordinato di più gruppi muscolari lo rendono comparabile ad altre attività aerobiche e di resistenza; praticarlo con regolarità contribuisce al miglioramento della capacità cardiorespiratoria e della condizione fisica generale. In particolare il ballo influisce sui livelli di glicemia: sessioni regolari, anche di intensità moderata, favoriscono l’utilizzo del glucosio da parte dei muscoli e possono contribuire al controllo glicemico, soprattutto se integrate in programmi di attività fisica per persone con rischio metabolico. Nelle persone anziane alcuni tra gli effetti più rilevanti sono il miglioramento della forza muscolare e dell’equilibrio. Esercizi coreografici che richiedono cambi di direzione, spostamenti e controllo posturale allenano riflessi e stabilità, riducendo il rischio di cadute e quindi l’incidenza di fratture correlate alla fragilità ossea. Per chi ha oltre 50 anni, la danza può essere proposta con adattamenti mirati per potenziare equilibrio e flessibilità. Sebbene la prevenzione e il trattamento dell’osteoporosi richiedano approcci multidisciplinari, la danza contribuisce positivamente alla salute scheletrica attraverso il carico meccanico e il rinforzo muscolare che stimolano il tessuto osseo. In particolare, attività che prevedono passi, cambi di direzione e piccoli salti controllati possono favorire la densità ossea se integrate in un programma regolare e supervisionato. La pratica del ballo determina variazioni ormonali e neurochimiche che si traducono in benefici per l’umore: il movimento ritmico, la musica e l’interazione sociale favoriscono il rilascio di endorfine e altri mediatori che migliorano il benessere psicologico. Per questo motivo la danza è spesso indicata anche come strumento di promozione della salute mentale e della resilienza emotiva. Il contributo del ballo alla perdita di peso dipende dal tipo, dalla durata e dall’intensità dell’attività: balli ad alta intensità e sessioni prolungate bruciano più calorie rispetto a stili più lenti o tecnici. Tuttavia, la danza ha il vantaggio di essere sostenibile nel tempo per molte persone grazie al piacere intrinseco e alla componente sociale, elementi che favoriscono l’aderenza a lungo termine. Per i sedentari o in sovrappeso, la tavola degli esperti di Elisir suggerisce approcci graduali: iniziare con balli a basso impatto come alcuni ritmi caraibici adattati, aumentare progressivamente la durata e l’intensità, e privilegiare lezioni con istruttori che sappiano modulare gli esercizi in base alle condizioni individuali. Persino chi soffre di cefalea può trovare nel ballo un sollievo: alcuni pazienti riferiscono infatti una riduzione della frequenza e dell’intensità degli attacchi dopo aver introdotto attività fisica ritmica e regolare. La danza emerge come una proposta di salute integrata: combina esercizio fisico, stimolo cognitivo, regolazione emotiva e opportunità di socialità. Per massimizzare i benefici è importante scegliere il tipo di ballo più adatto alle proprie condizioni, praticarlo con regolarità e, quando necessario, farsi seguire da professionisti sanitari per adattamenti specifici. A seguire gli argomenti trattati dalla Professoressa Maria Luisa Brandi nella puntata di Elisir del 6 novembre 2026 di cui il presente video è l'estrapolazione: Il ballo può essere considerato un'attività fisica vera e propria? Ballare incide sui livelli di glicemia? Il ballo influisce su forza muscolare ed equilibrio? Le indicazioni per le persone di una certa età Ballo e osteoporosi, aiuta negli over 50 per equilibrio e flessibilità? Ballo, le variazioni ormonali Obesità e ballo, aiuta a perdere peso? Dipende dal tipo di ballo? Il tavolo di Elisir risponde: Sedentarietà e sovrappeso, consigli per iniziare l'attività di ballo La cefalea può venire ridotta dal ballo? Fonte dati: raiplay.it