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PRATOLA PELIGNA - La crescita dell’enoturismo registrata negli ultimi anni restituisce la fotografia di un patrimonio ancora inespresso nelle sue complessive potenzialità. Cresce il numero di turisti italiani che visitano i luoghi del vino con le cantine che si affermano come le “mete” preferite tra i luoghi di produzione. Lo sa bene Guerino Pescara, enologo che in Valle Peligna, la parte della provincia dell'Aquila che custodisce le origini della viticoltura abruzzese e del Montepulciano in particolare, ha realizzato la sua azienda e sta puntando tutto sull'accoglienza. Recuperando la cantina del nonno al centro di Pratola Peligna, da dove le norme che negli anni si sono fatte via via sempre più stringenti i luoghi di produzione sono dovuti essere delocalizzati, ha ridato vita ad un'antica tradizione: "Questo paese ha forti tradizioni enologiche - racconta - e qui si può ancora respirare molto l'aria delle storiche cantine che non si trovavano in campagna bensì nel centro storico, dove erano interrate, isolate dalle condizioni di temperatura esterne e il vino poteva maturare nel tempo senza influenze". "Ho iniziato il recupero della cantina che ho ereditato da mio nonno nel 2012", ricorda il produttore, "proprio perché ha tutte le caratteristiche per conservare molto bene il vino. Nel tempo, l'ho adattata anche alle classiche operazioni di cantina come l'imbottigliamento e l'etichettatura, in un contesto dall'indubbio fascino". Tutto questo, anche per "far scoprire agli appassionati i veri luoghi dove un tempo si faceva il vino". Mancanza di informazioni chiare sull’esperienza, orari limitati, chiusure nei giorni festivi sono tra le maggiori criticità riscontrate nel comparto enoturistico. "Prima di tutto c'è molta difficoltà nel fare rete - rileva Guerino Pescara - bisognerebbe creare un'offerta condivisa coi vari produttori, e bisognerebbe cambiare il linguaggio della promozione che non ha più una chiave di lettura locale ma internazionale". Saikiran Yerravati, indiano arrivato in Abruzzo dopo esperienze in altre regioni d’Italia, anche nell’alta ristorazione, racconta la giornata-tipo dell'enoturista che viene accolto dall'azienda Pevì: "Iniziamo dal centro di Pratola Peligna facendo da guida nelle vie del centro storico fino a raggiungere la nostra vecchia cantina dove mostriamo i luoghi di produzione del vino, i serbatoi d'acciaio, le bottiglie in invecchiamento e spieghiamo il processo di produzione del vino". "A seguire ci spostiamo in vigna dove si trova il centro aziendale e la sala degustazione dove organizziamo gli assaggi dei vini aziendali nella bellissima atmosfera di Villa Pescara dove abbiamo la possibilità di offrire un servizio bed and breakfast", continua Sai. "Lavorare in una piccola cantina è una grande opportunità", conclude, "perché prima di tutto hai una completa conoscenza del processo di trasformazione del vino e allo stesso tempo sei coinvolto a pieno da esso, condividendo le tue idee con l'intero gruppo di lavoro e creando la tua personale visione del vino, diversamente da quanto avviene nelle grandi realtà industriali. Per me lavorare in una piccola cantina è un'esperienza davvero meravigliosa!". Per Emma Morticelli, la mamma di Guerino che contribuisce ad accogliere gli enoturisti in azienda, è importante coniugare vino e territorio: "L'enoturista viene per conoscere un territorio che ha una vocazione turistica limitata e soprattutto per conoscere il produttore di un vino di qualità". pubbliredazionale