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Teatro Rossosimona presenta 'U Principicchiu Di e con Lindo Nudo Musiche di Giuseppe Oliveto Il Piccolo Principe di Saint-Excupery narrato in calabrese da Lindo Nudo, sulle note composte ed eseguite in scena da Giuseppe Oliveto. Lindo Nudo in questo lavoro, oltre alla fatica letteraria di traduzione in lingua cosentino-rendese dell'opera di Saint-Excupery, ce ne offre una narrazione intima e suadente. 🔴“E dopo avì fattu a l’atre rose ‘ssa bella ramanzina, ‘u principìcchiu, s’era ricùotu addr’a vurpa. Statti bòna, – l’avìa dittu. Statti bùonu, – l’avìa rispusu ‘a vurpa. - Statti a sentē ‘ssu segretu. È ‘nu segretu sèmplice sèmplice: si vida bùonu sulu ccu ru core. ‘E cose cchiù mportanti ‘un si vìdanu ccu l’ùocchi. ‘E cose cchiù mportanti ‘un si vìdanu ccu l’ùocchi, – avìa ripetutu ‘u principìcchiu ppe ‘un s’u scordà. È ‘u tìempu ca tu à’ perdutu apprìessu a ra rosa tua ca l’à fatta diventà accussì mportante. È ‘u tìempu ca iu ē perdutu ppe ra rosa mia, – avìa dittu chianu chianu ‘u principìcchiu ppe s’u ricordà. L’ùommini s’a su’ scordata ‘ssa verità. Ma tu ‘un ti l’à’ de scordà. Tu divìenti responzabbile ppe sempre ‘e chiru ch’à’ addumesticatu. Tu si’ responzabbile d’a rosa tua. Iu signu responzabbile d’a rosa mia, – avìa ripetutu ‘u principìcchiu ppe ‘un s’u scordà”. “Ora che il tuo viaggio sta per planare sulla Calabria, dopo aver fatto il giro del mondo, sei pronto a parlare il profumo dei pini e la freschezza del mare? ... e quando deciderai di andare via il colore del nostro grano sarà ancora più bello” 🔴L’introduzione in sintesi Il Piccolo Principe è un miracolo di incanto. Dalla sua nascita si è rigenerato in tutte le lingue del mondo per testimoniare e celebrare la potenza dell’immaginazione, la magia della scoperta e la forza rivitalizzante dello stupore. Questo ometto dai capelli color oro, mai smarrito o impaurito, è il nemico giurato del cinismo; lo combatte senza tregua, opponendogli la sua curiosità innocente. Il romanzo, nato dall’ingegno di Antoine de Saint-Exupéry, è un farmaco per l’anima. Il suo principio attivo, la poesia, è un balsamo universale contro il torpore e l’aridità di spirito. Il principino che abita le pagine più lette al mondo dopo quelle della Bibbia, ci osserva con grande serietà e ci offre generosamente delle risposte. Risposte enigmatiche la cui profondità attende di essere svelata in un gioco in cui domande e risposte si stimolano a vicenda. I 140 milioni di libri venduti in tutto il mondo, ai quali va aggiunto il milione di ristampe acquistate ogni anno, sono la prova tangibile di questo contagio. Una pandemia silenziosa, ma inesorabile, che si è propagata fino agli angoli più remoti del pianeta, costringendo il piccolo principe a imparare tutte le lingue del mondo; anche quelle più rare come il Toba, dialetto di un popolo indigeno del Nord del Brasile e il Tifinagh, la lingua parlata dai Tuareg nel deserto. Le parole del piccolo principe sono diventate un idioma universale, il suo messaggio un patrimonio dell’umanità. A oggi si contano più di 250 traduzioni, che lo decretano come uno dei più sorprendenti successi della storia editoriale. Se si potessero leggere, ad alta voce e simultaneamente, tutte le edizioni del romanzo si sentirebbe il suono del mondo. In Italia oltre alle numerose edizioni in lingua esistono diverse traduzioni in dialetto. Il piccolo principe italiano tiene per mano Lu Principeddhu gallurese, El Principin Piscinin milanese, Er Principotto romano, Al Principin reggiano, Il Principe Piccerillo napoletano, Il Pranzip Fangén bolognese, Il Picul Princip friulano, U Prengepine barese, El Cit Prinsi piemontese, Il Principe picinin veneto e U Principinu palermitano. Alla nutrita schiera di piccoli principi vernacolari, si aggiunge oggi anche quello calabrese, o più precisamente cosentino-rendese, grazie alla devozione del compilatore di questa traduzione che, prima che traduttore e linguista, è ed è stato un collezionista appassionato di edizioni de Il piccolo principe provenienti da tutto il mondo; tanto appassionato da predisporre nel suo salott una vera e propria teca per la sua collezione. Lindo Nudo ha per la sua raccolta una cura maniacale. Cura che ha trasferito anche al suo lavoro di traduttore, trattando ogni singolo significante al pari dei suoi preziosi volumi. Peppino Mazzotta (estratto dalla prefazione del libro ‘U Principìcchiu di Lindo Nudo)