У нас вы можете посмотреть бесплатно Il Comune di Città di Castello al ricorso al TAR contro il dimensionamento scolastico in Umbria или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
Il sindaco Secondi denuncia ingiustizie e annuncia iniziative legali e richieste di trasparenza sul piano di riorganizzazione delle scuole regionali (Città di Castello) Dimensionamento scolastico si va al TAR . Lo avevamo detto: più la storia del Dimensionamento scolastico va avanti è più grescono le polemiche, le grida di allarme e le preoccupazioni. Il dimensionamento riguardera tutta l'umbria con accorpamenti che fanno drizzare i capelli tanto nella provincia di Terni che in quella di Perugia. Oggi Interviene contro il dimensionamento il sindaco di città di Castello Luca Secondi, dando notizia delle iniziative intraprese a seguito della pubblicazione del decreto direttoriale n.62 del 28 gennaio che definisce l’assetto dell’organizzazione del sistema scolastico della regione Umbria per il prossimo anno scolastico. Il sindaco Secondi ha dato mandato al Servizio Legale dell’ente di valutare i provvedimenti adottati dal direttore generale dell’USR, in qualità anche di commissario per il dimensionamento, con l’obiettivo di formalizzare un atto di opposizione di fronte al TAR. Inoltre, con lettera alla direzione generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, l’amministrazione comunale di Città di Castello ha chiesto, sempre stamattina, una copia integrale del decreto n.60 del 27 gennaio che adotta il piano del dimensionamento della rete scolastica per l’anno scolastico 2026/2027 della regione Umbria, in sostituzione degli organi regionali competenti, come da delibera del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2026. L’ente ha, infine, scritto al capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito e allo stesso direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria per chiedere conto del coinvolgimento dell’Istituto di Istruzione secondaria di primo grado Alighieri - Pascoli nell’azione di riorganizzazione del sistema scolastico della regione Umbria per il prossimo anno scolastico. “L’amministrazione comunale di Città di Castello- ricorda Il Sindaco Secondi- ha attivato le procedure per la presentazione di un ricorso al Tar contro il decreto direttoriale 62 del 28 gennaio 2026 che definisce l’assetto dell’organizzazione del sistema scolastico della regione Umbria nell'anno 2026/2027. Stamattina, inoltre, ci siamo trovati nella necessità di depositare presso all’Ufficio Scolastico Regionale un’istanza di accesso agli atti per conoscere le motivazioni del provvedimento contenute nel decreto direttoriale 60 del 27 gennaio 2026 sul piano del dimensionamento della rete scolastica nel 2026-2027: motivazioni che non sono state pubblicate e che siamo tenuti a sapere, perché sono il fondamento dell’accorpamento di istituti che è stato stabilito per Città di Castello dal successivo decreto direttoriale 62." "Atti formali e sostanziali - ribadisce il Sindaco- per dire che non accettiamo una scelta illogica e dannosa, con cui viene di nuovo colpito un territorio come quello di Città di Castello che ha già sopportato i sacrifici della riorganizzazione scolastica regionale. L’accorpamento deciso per Città di Castello, infatti, non è fondato ed è illogico perché con direzioni didattiche dai numeri altissimi, 800 studenti cadauna, si andrebbero a definire due istituti comprensivi tra i più grandi in Umbria, mentre in altre città ci sono direzioni didattiche con numeri molto inferiori. Dividere inoltre la Dante Alighieri dalla Giovanni Pascoli è assurdo, perché la Dante Alighieri, interessata da un intervento del PNRR attualmente fermo in conseguenza della rescissione contrattuale per inadempienza da parte dell’azienda a cui ha affidato i lavori Invitalia, non c’è più e vengono divisi due istituti che hanno attualmente una sola sede. Ecco perché reagiamo ed ecco perché conclude il Sindaco Luca Secondi daremo seguito a tutte le azioni in nostro potere con fermezza e determinazione per tutelare il sistema scolastico e gli studenti di Città di Castello da quella che riteniamo un’autentica ingiustizia”.