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Oggi vi presentiamo un vero "mostro" della sovralimentazione: il Quad-Turbo montato su BMW 750d, arrivato da poco in officina per essere controllato e revisionato. Le turbine vengono studiate e realizzate da molto tempo, ma la produzione di serie è iniziata negli anni ’70. All’epoca i turbocompressori erano semplicissimi: una grande turbina, un compressore, i due carter di aspirazione e scarico, e nient’altro. Nessuna regolazione. Il primo grande passo avanti è arrivato con il sistema wastegate, una valvola che permette di bypassare i gas in eccesso. Questo ha consentito di utilizzare turbine più piccole, capaci di entrare in funzione prima, migliorando notevolmente la coppia. È stato un cambiamento epocale, soprattutto per i motori diesel con l’introduzione dell’LDA — l’arricchitore meccanico del gasolio. Poi è arrivata la rivoluzione del common rail, che ha portato con sé le turbine a geometria variabile: sistemi con piccole alette interne che si muovono elettronicamente per adattarsi ai regimi del motore. Successivamente sono comparsi i biturbo, con due turbine di diversa dimensione: una piccola che lavora ai bassi giri e una grande per l’alta potenza, collegate da una valvola che gestisce il flusso dei gas di scarico. Da lì si è continuato a salire: BMW, per esempio, ha introdotto motori a tre e poi a quattro turbine. Quello che vediamo oggi in officina è proprio il quad-turbo del motore BMW 3.0 litri sei cilindri da 400 cavalli e 760 Nm di coppia, montato su modelli come la 750d. Un propulsore straordinario: già a 1.000 giri eroga 450 Nm, offrendo una spinta eccezionale e una guidabilità incredibile fin dai bassi regimi. Grazie al sistema DDE (Digital Diesel Electronics), che controlla le valvole dei quattro turbo, BMW è riuscita anche a ridurre i consumi dell’11%, un risultato notevole per un motore così potente. Le prestazioni parlano da sole: accelerazione 0-100 km/h in 4,6 secondi (contro i 4,9 della versione tri-turbo) e velocità massima di 250 km/h, probabilmente limitata elettronicamente. Oggi però il suo singolare sistema turbo è qui da noi perché qualcosa non funziona come dovrebbe. A prima vista notiamo perdite di particolato e temperature troppo elevate, segni di un’eccessiva pressione e di un probabile intasamento del sistema di scarico — che comprende catalizzatore, AdBlue e FAP. Quando il flusso dei gas è ostacolato, tutto il sistema di sovralimentazione soffre: aumentano le spinte assiali e si rischia di compromettere le turbine. Interverremo quindi per revisionare completamente questo complesso impianto. È un lavoro impegnativo, ma anche molto affascinante, perché rappresenta il punto più alto dell’evoluzione dei motori diesel. Forse solo la Porsche, con le sue turbine a geometria variabile sui motori benzina, può essere considerata allo stesso livello tecnologico. Oggi il panorama è ancora più complesso con l’arrivo degli ibridi, dove motore endotermico, turbina e motore elettrico convivono in un sistema unico. Un saluto da SAITO e a presto con il risultato finale! (Aggiornamento - Il secondo filmato è visibile qui: • BMW 750d: il “mostro” a 4 TURBO! (parte se... ) 🇮🇹 SAITO è distributore autorizzato per l'Italia turbo Mitsubishi, Garrett, BorgWarner, IHI, Continental. Per informazioni tecniche e commerciali: ☎ Chiama: +39 071715693 ✉ Scrivi: info@saito.it 💻 Website: http://www.saito.it 🛒 E-commerce: https://shop.saito.it