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Beato Angelico fu un pittore che prese i voti nel convento domenicano di Fiesole ai primi del Quattrocento. Fra Giovanni da Fiesole avrebbe potuto vivere della sua arte ma essendo un devoto per natura scelse di entrare nell'ordine domenicano. Beato Angelico visse nella straordinaria stagione dell'Arte italiana agli inizi del Quattrocento. Una stagione artistica di grandi talenti, di grandi geni come Brunelleschi, Masaccio, Donatello, Filippo Lippi, Paolo Uccello. Un "coro di artisti " che agirono in simultaneità, attraverso una varietà di stili, ognuno con la propria sensibilità, ma tutti con un obbiettivo: mettere al centro l'uomo. L' uomo con le proprie passioni i propri sentimenti, che diventa il protagonista delle scene narrate, o delle sculture dove i Santi, gli Apostoli sono persone vere e inserite in uno spazio concreto. La percezione di uno spazio prospettico costruito con le regole geometriche che attrae lo spettatore a entrare nella dimensione mistica e spirituale dei dipinti di Beato Angelico. La luce, la brillantezza e la delicatezza dei colori che attenuano le ombre, dove la dimensione mistica di Beato Angelico, diventa una dimensione concreta di verità. Nelle sue opere si respira un clima pacato, non c'è il dramma ,la sofferenza, e il dolore, ma la grande luce che avvolge le figure eleganti che sono volumetricamente costruite e che sembrano non avere peso, sembrano lievitare nell'aria. La naturalezza dell'ambientazione l'attenzione al dettaglio anche alla fisionomia dei personaggi dipinti traslano l'evento sacro in un contesto vero. La gamma dei colori arriva a dei toni smorzati, a dei colori spenti nell' Annunciazione di Beato Angelico, la sua pittura diventa uno strumento di predicazione, di riflessione , di meditazione. La storia della Vergine che incontra l'Angelo è descritta non come un episodio fantastico , ma come un episodio reale infatti noi spettatori percepiamo quello spazio all'interno del portico che ci invita ad entrare nel racconto .