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Dyke Form nasce dall'incontro di IRENE CAPITELLI (attivista #ELC EuroCentralAsianLesbianCommunity, Rete Lesbica Italiana), con MARIA LAURA ANNIBALI "La Signora dai cento cappelli" il cui docufilm "L'Altra altra metà del cielo. Donne" era in programma nel Master sull'educazione sentimentale tenuto da MATTEO VILLANOVA (neuropsichiatra, Sessuologo clinico e forense, Responsabile dell'Osservatorio Laboratorio Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva dell'Università di Roma 3). Unite nell'impegno divulgativo, propongono con Villanova un compendio del dibattito culturale a tema di cui le/i giovani hanno un gran bisogno. Nell'Introduzione, Villanova parla delle carenze affettive dell’età infantile e giovanile. Se il futuro è inconoscibile, “… si sa che il progetto di Educazione sentimentale racchiuso nell'acronimo LGBTQIA+ rappresenta una spiegazione chiara e compendiosa della modalità di adattamento della Specie umana all'ambiente antropico ed emozionale che cambia continuamente" (p. 9) Villanova ricorre all'iridescenza dell'arcobaleno per parlare del "Modello Strutturale Estetico Biologico (MSEB, V. 2006), interpretativo della Identità sessuale, concentricamente composta con beneficio di una infinita variabilità di nuances e combinazioni: alla Identità genetica (Sesso biologico) si sovrappone, con la crescita della Personalità, un’Identità di Genere (Sesso psichico o Gender Sex Identity) a sua volta avvolta da un’Identità di Ruolo." (p.10) Pagine che si offrono alla riflessione e alla didattica "in un campo purtroppo spesso così colonizzato da predatori politici e opportunisti di opinione, pifferai magici e influencer commerciali senza scrupoli che anziché promuovere una giusta precoce ed efficace formazione sentimentale, spesso speculano miseramente su ogni condizione di fragilità e vulnerabilità, incidendo in modo severo sulla plasticità neuronale durante lo sviluppo dell'età evolutiva e nella fragilità emozionale" afferma Villanova, parlando di Relazioni familiari; violenze; carenze di ascolto e di aiuto; omertà sociale; atteggiamenti negazionisti e mascheramenti identitari; effetti del coming out nelle persone e nei rispettivi ambienti familiari e lavorativi; traiettorie di sviluppo nell'adolescenza nelle persone LGBTQIA+ e le ricadute in ogni aspetto del quotidiano e nella qualità della vita; manifestazioni di odio on line; esposizione a malattie sessualmente trasmesse; uso di sostanze stupefacenti; alti tassi di tentativi di suicidio; suicidio. Definisce "Dyke Form opera non solo letteraria ma un Modello Identitario Valoriale; una esperienza di narrazione educativa che descrive una risposta evoluzionistica della Specie" (V. p. 10) A sua volta, la testimonianza di Irene Capitelli - "La tristezza della mia infanzia è stata scongiurata dal sorriso che adesso mi accompagna" (p. 55) - apporta positività; unisce la critica alla violenza di genere alla ricerca di un rimedio. Parlare, ascoltare, intervenire in difesa dei propri e altrui diritti civili e soprattutto correggere per cambiare le cose. "Noi lesbiche siamo abituate al silenzio, all'autocensura, all'invisibilità" sottolinea, "ma questo libro ci rende visibili. La lesbica, che è sinonimo di Dyke, fa informazione, che è sinonimo di Form, su come gestire il dialogo affettivo con ragazzi e ragazze." Il vissuto di Capitelli, rimasta a lungo in silenzio - "non potevo dirmi lesbica e neanche buddista" - nelle sue asperità, conquiste e presa di parola è considerato da Villanova "un laboratorio di confronto ed unità di misura esistenziale per molte altre Persone che possono trovare conforto, ispirazione e risoluzione per situazioni che le riguardano" (V. p. 11) Già nel Movimento femminista romano, anni ’70, e nelle politiche autonome delle donne in Governo Vecchio e nell'ex Buon Pastore, oggi Capitelli è una scrittrice e videomaker indipendente, vincitrice, con "Viaggi Lesbici" del Premio del pubblico "Italia 2000". Interviene su educazione amorosa lesbofemminista, educazione affettiva Queer, Pansessualità, Agismo di genere, Rapporti affettivi diffusi (Poliamore); figlie di lesbiche che sono madri; Rapporti di sostegno e Solidali, Fare famiglia, "vivere in comunità", bullismo. In postfazione, MARIA LAURA ANNIBALI, scrive la sua AUTOBIOGRAFIA. Scrittrice romana, Film-maker, già Ambasciatrice degli Euro Games di Roma (2019), Testimonial con la moglie Lidia Merlo della campagna H&M contro ogni discriminazione, racconta una vita intensa, creativa, dedita alla difesa dei diritti civili. Come Capitelli, che cita Beauvoir, rifiuta il termine TERF e anticipa sia un docufilm che contribuisca a costruire un futuro "con le sorelle Trans, persone maschili diventate donne", che un'altro autobiografico. Vedi: "La Signora dei cento cappelli" • LA SIGNORA DAI CENTO CAPPELLI: Maria Laura... ; Trilogia "L'altra altra metà del cielo" • L' ALTRA ALTRA METÀ DEL CIELO. DONNE (libr... ); "Donne da sfogliare" • DONNE DA SFOGLIARE: biografie delle attiv... ; "Dì GAY Project" • MARIA LAURA ANNIBALI - femminista, movimen... MPF www.womenews.net