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Piano City Napoli 2025 Basilica di S. Paolo Maggiore Sabato 18 ottobre 2025, ore 11 Duo pianistico Umberto Garberini & Valerio Rosiello Programma Giancarlo Sanduzzi (1955) “Arabesque” (prima esecuzione assoluta) 5:48 Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) Sonata in Re Maggiore K 448 I. Allegro con spirito 8:55 II. Andante 17:15 III. Allegro molto 23:41 Johannes Brahms (1833-1897) Variazioni su un tema di Robert Schumann, op. 23 Tema - Dolce e tenero (MI b Mag.) 31:03 Var. I - L’istesso tempo: Andante molto moderato (Mi b Mag.) 32:35 Var. II - (MI b Mag. ) 33:46 Var. III - (Mi b Mag.) 35:05 Var. IV - (MI b minore) 36:36 Var. V - Poco più animato (Si Mag.) 38:21 Var. VI - Allegro non troppo (MI b Mag.) 39:35 Var. VII - Con moto. L’istesso tempo (Mi b Mag.) 39:44 Var. VIII - Poco più vivo (Sol minore) 41:39 Var. IX - Energico (Do minore) 42:23 Var. X - Molto moderato, alla Marcia (Mi b Mag.) 44:46 Darius Milhaud (1892-1974) Scaramouche, op. 165b I. Vif 48:32 II. Modéré 51:21 III. Brazileira 55:03 Note di Sala Il duo pianistico Umberto Garberini e Valerio Rosiello ha debuttato lo scorso anno con un omaggio a Francesco d’Avalos nel decennale della scomparsa: un confronto generazionale, con un debito di affetto e riconoscenza, che quest’anno si rinnova nella collaborazione con Giancarlo Sanduzzi, al quale abbiamo rivolto l’invito di comporre per noi un brano che, come un preludio o una libera improvvisazione, ci consentisse di “aprire” il programma, favorendo la concentrazione e l’ascolto. Detto fatto: nel giro di una settimana arriva bell’e pronto uno spartito dalla scrittura limpida e lineare, con un titolo suggestivo: Arabesque. Ne siamo subito conquistati: un motivo di quattro note discendenti e un semplice arpeggio si animano di vita, si svolgono e si richiamano l’un l’altro, ora cedendosi a turno la preminenza, ora delicatamente intrecciandosi. Alla spontaneità e all’immediatezza di un’intuizione minimalista si contrappone un tessuto armonico più ricco ed elaborato, un andamento sinuoso, che a tratti si dilata e culmina in una sospensione inattesa e definitiva. Capolavoro del repertorio per due pianoforti, la Sonata in Re Maggiore K 448 di Mozart vide la luce nel 1781: ampia e spettacolare, è espressamente destinata all’esecuzione in pubblico, con l’intento di esaltare la bravura e l’estro degli interpreti. Il solido assetto concertante è sancito fin dalle prime battute (Allegro con spirito) con ritmi di fanfara e un tripudio di suoni che scivolano da una tastiera all’altra con la grazia e l’eleganza di un equilibrio perfetto, sereno e rasserenante, in pieno “effetto Mozart”, come attestano studi scientifici accreditati. Non è da meno l’Andante in forma di romanza, dalla cantabilità quasi sentimentale, unico momento di respiro, prima di essere nuovamente travolti nel vortice di un finale pirotecnico, fra echi e reminiscenze del Rondò alla turca. Pagina intima e privata, fra le più sconvolgenti di Brahms, le Variazioni su un tema di Schumann op. 23 sono l’estremo omaggio all’amico e al maestro scomparso. Composte nel 1861, riprendono un dolcissimo tema rimasto incompiuto, ma dal fascino misterioso e carico di presagi, che qui trova la sua ragion d’essere e il suo compimento: una serie di dieci episodi di straordinaria varietà e potenza espressiva: dalla semplice ornamentazione a vere e proprie riscritture di sapore orchestrale, per un processo di trasfigurazione che non è solo estetico e formale, ma profondamente spirituale. Maschera della commedia dell’arte, Scaramouche è anche il titolo della briosa suite composta da Darius Milhaud nel 1937: come il capitano fanfarone senza macchia e senza paura, i tre movimenti procedono spediti e quasi sfrontati, a metà fra la pantomima e un duello pianistico a colpi di scale, arpeggi e dissonanze, nel un caos apparente e surreale di un finale a ritmo di samba!