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In viaggio alla ricerca della Maga Circe 🤩😍💖 tra Cercia ed Erica e manto porpora di Pico💯 Mi lascio alle spalle le grigie mura della mia città, il peso del mondo quotidiano che sfuma mentre i miei piedi solcano la polvere della Pianura Pontina, già immagino il tocco della sua verga, e chissà in cosa mi trasformerà. Davanti a me, sospeso tra il turchese del Tirreno e l'oro del sole, si erge il Picco di Circe, un’isola di roccia che sembra emersa dal sogno per sfidare l’ordine degli uomini. Cammino dall'alba, incrociando altri ricercatori che parlano idiomi aspri e diversi dal mio, ma i cui occhi riflettono la stessa sete. Siamo in tempi moderni gli "sherpa del mito", viandanti tecno che su rocce aguzze, che portano sulle spalle zaini pesanti e nel cuore un desiderio che non ha nome. Cosa cerchiamo lassù, la vetta sospesa tra le nuvole dove l’aria si fa sottile e il misticismo si mescola al profumo della macchia mediterranea? Cerchiamo Lei. Salgo lungo la cresta, superando il Riparo Nord. Il sentiero è disseminato di cocci e resti di antichi banchetti, rifiuti di un’umanità che nei millenni è passata di qui, cercando conforto o perdizione. Immagino i banchetti che si tenevano sulla vetta tra Cercie o Cervie ed Erica accompagnati da elisir realizzati con bevande intrise di foglie provenienti dal bosco di Ornello: fragore di risate, fumi di sacrifici e quel brivido sottile che percorre la schiena, il timore che la bellezza della montagna, come quella della Maga, possa trasformarci, svelando la bestia che portiamo dentro. Passo dopo passo sento il grufolare di antichi prodi, e osservo la porpora del Re Pico. Guardo in basso, verso la Selva di Terracina. Da qui, l’opera di Nerone è solo una ferita d'acqua nella palude selvaggia, un tentativo umano di domare un caos che appartiene solo agli dei. Ma io guardo avanti, verso il cielo. Finalmente, raggiungo la sommità. Il tempio merlato dell'Erica, coronato di Cercia, che i posteri dedicheranno a Venere o all'incantatrice Circe, mi accoglie con il suo imponente basamento di pietra viva. Qui la terra finisce e inizia l'infinito. Qui, l’anima può davvero sfiorare l'ombra di un dio. Non trovo la dea in trono, ma la sua essenza è ovunque: nel vento che sa di sale e nell'immensità del mare che per molti di noi è un abisso mai visto prima. Resto in silenzio davanti alla piccola testa di marmo, piccola come quella di una donna, ma capace di contenere l'eternità. Sono venuto per incontrarla, per chiederle se la metamorfosi è un castigo o un premio alla liberazione. E mentre il sole cala dietro le Isole Ponziane, capisco che il viaggio non era verso un luogo, ma verso quel confine sottile dove l’uomo smette di essere carne e diventa leggenda. Autore dei Testi Memoria Storica Vallecoccia Roberto Rammento i luoghi citati sono MOLTO PERICOLOSI, NON AVVENTARSI ALLA SPROVVEDUTA, in loco ci sono persone competenti che conoscono i notevoli pericoli anche mortali, e virtù magiche del Circeo. I luoghi vanno rispettati, e preservati nella loro forma e natura attuale, ne tantomeno deturpati da azioni sconsiderate. Scoprire la Natura 🍀💚 si, ma senza RISCHIARE. Grazie consiglio la visione a schermo intero al fine di apprezzare al meglio LA MAGA CIRCE che ci osserva 🤩😍 dalle pieghe nel video🌹🤍, non ultimo tutto vero...